"… Non vogliate negar l'esperienza di retro al sol, del mondo sanza gente. Considerate la vostra semenza fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza" (Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno canto XXVI, 116-120)

Vizi «carnali» e vizi «spirituali»: il peccato tra anima e corpo (Parte VII)

L’idea che i vizi, tutti i vizi, possano rimanere racchiusi entro il perimetro dell’anima, oppure utilizzare lo strumento del corpo per mostrarsi all’esterno può avvalersi allora anche del supporto di un altro fortunato schema classificatorio assai diffuso nei testi di carattere confessionale, quello dei peccati di pensiero, di parola e di azione. Recepito anche dalla letteratura teologica come schema teoricamente più solido di quello dei vizi capitali, lo schema pensieri, parole, opere segnala in maniera evidente il percorso del peccato dall’interiorità dell’uomo (cuore, mente, anima, ragione) all’esteriorità dell’azione; ma è soprattutto sovrapponendo i due sistemi che è possibile mostrare come la progressione del peccato dall’interno all’esterno scandisca per ciascuno dei vizi capitali le tappe di un processo che rende la colpa sempre più visibile e che coinvolge sempre più profondamente il corpo (38). Emblematico l’esempio dello pseudobonaventuriano Speculum coscientiae, che, avvalendosi della metafora dell’albero, mostra come dalla radice comune della superbia pullulino i rami dei sette vizi capitali, che a loro volta producono foglie e frutti, rispettivamente parole o azioni che traducono all’esterno le colpe perpetrate nell’interiorità: la superbia ad esempio passa da un atteggiamento di intima presunzione che sottintende i peccati più gravi quali mancanza di fede (infidelitas) e odio di Dio alle manifestazioni verbali della derisione o della bestemmia, per poi tradursi in forme evidenti di disprezzo o di ostentazione; la lussuria, amore disordinato e “carnale”, produce scurrilità e incontinenza verbale prima di passare a concreti atti libidinosi; l’invidia si alimenta di gioia per il male altrui e dolore per l’altrui prosperità che traduce poi in parole che seminano discordia o gettano discredito e infine in concreti atti di tradimento o di danneggiamento degli altri; e lo stesso processo si riscontra per i restanti vizi .

In questa proliferazione dei peccati il corpo, coinvolto in tutti e sette i vizi, svolge la funzione di strumento e al tempo stesso di luogo in cui si inscrivono i segni del peccato. Privilegiando, in linea con quanto già Gregorio suggeriva, il percorso dentro / fuori piuttosto che la dinamica carne / spirito, confessori, moralisti e teologi individuano nel corpo lo spazio per eccellenza dell’esteriorità e della visibilità, e utilizzano l’analisi fisiognomica come prezioso strumento di diagnosi del peccato. L’operazione non è nuova: da sempre la riflessione sui vizi si è mostrata particolarmente attenta a cogliere nei tratti del volto o nei gesti del corpo una serie di “segni” che denunciano la malattia dell’anima. Già Seneca aveva fornito ampie descrizioni della fisionomia stravolta e della gestualità scomposta dell’iracondo: il corpo che trema, gli occhi fiammeggianti, il viso arrossato, la lingua che farfuglia ed emette suoni senza senso, insomma l’intera persona resa irriconoscibile e trasformata in una sorta di animale imbizzarrito, sono i segni più che evidenti di un vizio che appare assai difficile da nascondere . Ma anche per gli altri vizi è possibile individuare una serie di segni, ancorché meno eclatanti e più ambigui: l’accidioso alterna una strana irrequietezza con una sorta di torpore e di sonnolenza ; l’invidioso mostra un volto minaccioso ma pallido, sguardo torvo, labbra tremanti, denti che stridono, guance cadenti, sopracciglia contratte, occhi bassi e pieni di lacrime ; l’avaro appare tormentato e macilento; persino il superbo mostra nei tratti del volto i segni del suo vizio “spirituale”: volge gli occhi attorno, drizza la testa, tende le orecchie, ostenta un’allegria innaturale, parla troppo e si dà da fare in mille modi.

 

Una Risposta

  1. Desideravo ringraziarti di essere passata tra le mie pagine e di aver sottoscritto il mio blog al tuo…
    A te i miei complimenti!
    Dolce notte
    Fata scalza

    10 luglio 2011 alle 12:01 am

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 2.099 other followers