L’antica rosa esiste solo nel nome: noi possediamo nudi nomi – Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus. (Umberto Eco, frase finale del Nome della rosa che cita Bernardo di Cluny)

Il trucco nella storia

Una bella donna non è colei

di cui si lodano le gambe o le braccia,

ma quella il cui aspetto complessivo

è di tale bellezza

da togliere la possibilità

di ammirare le singole parti.

 (Lucio Anneo Seneca)

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L’importanza del trucco nell’antichità

In ogni epoca ed in qualsiasi parte del mondo, ogni cultura ha utilizzato degli accorgimenti per far risaltare il proprio corpo, a fini religiosi, culturali o semplicemente estetici; infatti le acconciature dei capelli, i tatuaggi sulla pelle, le orecchie forate, i gioielli e l’abbigliamento possono essere interpretati come messaggi che l’essere umano invia verso l’esterno per esprimersi. Il trucco è sempre stato ritenuto un mezzo importante di comunicazione, nell’antichità era usato per mettere in contatto l’essere umano con la Divinità, non a caso in quasi tutte le danze sacre i danzatori prestavano molta cura ed attenzione al trucco. In India c’è ancora oggi l’usanza di colorare viso, mani, piedi con l’henné e di ungersi e profumarsi i capelli per assicurarsi la benevolenza degli dei; tutto questo diventa espressione d’elevazione spirituale.

 In Europa attorno al Seicento, nelle varie corti era importantissima la cura del corpo ed il momento della toilette era una sorta di cerimonia. Le donne e gli uomini di alto livello sociale si facevano disegnare dei nei, ritenuti estremamente eleganti, che a seconda della loro collocazione e forma esprimevano un diverso significato. Nel periodo del Romanticismo per le donne avere una pelle diafana divenne una regola assoluta, infatti il pallore era associato alla sofferenza a dimostrazione dell’intensità dei sentimenti provati. L’illustre scrittore Baudelaire scrisse che “la donna in un certo qual modo compie una specie di dovere industriandosi di apparire magica e soprannaturale; bisogna che stupisca, che affascini; idolo, ella deve dorarsi per essere adorata”.

Nell’antico Egitto donne, uomini e bambini si truccavano gli occhi di galena nera o malachite verde e la pelle era protetta con unguenti profumati; generalmente venivano indossate tuniche bianche ed i lunghi capelli di un bellissimo nero lucente erano raccolti in piccole trecce. Tutti questi gesti quotidiani dedicati alla bellezza erano necessari anche per proteggere la pelle dal sole, dalle alte temperature diurne e dalla sabbia fine del deserto portata dal vento. Da antichi papiri è stato scoperto che la malachite e la galena venivano applicati sulle palpebre anche per curare patologie oculari. La malachite verde del Sinai fu usata fino alla metà dell’Antico Regno, in seguito fu sostituita dalla galena nera di cui esistevano miniere sulle coste del Mar Rosso; alle finissime polveri di queste sostanze venivano aggiunti grassi animali, cera d’api o resine, che rendevano il prodotto in grado di essere spalmato e ne garantivano l’attività terapeutica. Le donne si dipingevano le unghie, le palme delle mani ed i capelli con un unguento ocra-rossiccio estratto dalla pianta di ligustro, raramente si tingevano le labbra e le guance. Si pensa che oltre ad un fatto estetico e curativo il trucco venisse usato nelle cerimonie religiose con specifiche funzioni di connessione con le divinità.

 La donna greca faceva il bagno in casa, aiutata dalle sue ancelle, si profumava con profumi esotici e prestava molta cura al trucco. In età ellenistica i cosmetici trovarono largo impiego per celare il colorito pallido delle donne che svolgevano una vita sedentaria e abbastanza reclusa. Esse ricorrevano alla “biacca” di colore bianco per coprire il volto, e al rosso del minio (ossido di piombo di colore arancione), dell’anchusa (pianta a fiori azzurro intenso) e del fuco, che applicavano sulle labbra e sulle guance con un pennello, mentre su ciglia e sopracciglia passavano un leggero strato di polvere nera di antimonio.

 Le donne romane verso la fine del III sec. a.C. cominciarono a portare acconciature molto elaborate, che potevano raggiungere anche i 40-50 cm., costituiti da riccioli sovrapposti. Erano molto utilizzate le tinture, ed il colore preferito era il biondo-rosso. Le labbra venivano tinte di rosso utilizzando polvere di ocra, ed il volto e le braccia erano imbiancati con biacca oppure gesso, il contorno degli occhi veniva annerito con della fuliggine. Utilizzavano molte creme a base di miele, di cera di api, di oli ed altri unguenti, che servivano anche dopo la depilazione.

In Africa gli ornamenti “corporali” sono sempre stati un segno di distinzione, un simbolo di appartenenza ad una determinata tribù, oppure del ricoprire una particolare carica occupata nell’ambito del clan. Lo scopo principale del piercing, come dei tatuaggi, delle pitture corporali e delle decorazioni temporanee, era quello di differenziare i ruoli all’interno della tribù, regolare i rapporti tra i vari individui sia nel quotidiano sia durante le cerimonie, rendendo subito visibile le principali informazioni inerenti ciascun individuo. L’iniziazione all’età adulta era un passaggio fondamentale che accomunava tutte le società tribali e segnava il passaggio dall’infanzia legata agli istinti originari, all’età adulta in cui dovrebbe essere presente un controllo sulle emozioni. Generalmente le pratiche corporali iniziatiche venivano portate all’estremo (limatura dei denti, infibulazione, circoncisione, tatuaggi marchiati a fuoco) per rendere l’individuo psicologicamente più forte, e per ottenere quindi riconoscimento e stima da parte di tutto il Clan, a simboleggiare la vittoria dello spirito sul dolore fisico.

arte-bellezza

L’importanza del trucco oggi

 Nella nostra società il trucco è utilizzato esclusivamente a fini estetici, per coprire imperfezioni e per esaltare al massimo le caratteristiche femminili. Truccarsi è importante, perché oltre a prendersi cura del proprio aspetto (e basta veramente molto poco: un filo di fard, un tocco di rossetto ed ecco che già il volto cambia), può servire anche a vari altri scopi: ad esempio se una donna sta seguendo una dieta può mettersi un po’ di rossetto anche quando è in casa e questo semplice trucco psicologico (suggerito da psicologi che si occupano di alimentazione psicosomatica) l’aiuterà nel suo intento, inoltre un trucco leggero basato su colori chiari potrà rendere la figura femminile ricettacolo di energie sottili che provengono da Dimensioni Superiori (come meglio specificato in fondo all’articolo). Non esistono donne brutte, esistono donne trascurate e qui sta la differenza! Ogni donna può migliorarsi ed imparare a valorizzare le proprie caratteristiche, perché ognuna di noi ha delle particolarità che se giustamente messe in risalto la rendono piacevole e speciale, l’importante è imparare ad accettarsi e prendersi adeguata cura di sè. Una donna può anche andare una volta a farsi fare una prova di trucco da un’estetista, che le può consigliare i colori più adatti ed insegnarle qualche piccolo segreto per mascherare un eventuale difetto, e quindi in seguito può farlo da sola. Il trucco riesce veramente a fare miracoli e poi nel momento in cui ci stiamo truccando diventiamo artefici della nostra trasformazione: il bruco che si trasforma in farfalla! Invece di lamentarci proviamo ad osare a cambiare, senza esagerare, ciò ci renderà orgogliose del nostro coraggio ed anche a livello psicologico saremo più serene: impariamo a guardarci allo specchio, a sorridere all’immagine che vediamo riflessa, impariamo ad amarla, rispettarla ed onorarla, perché il nostro corpo è un Tempio Sacro, che racchiude la parte più preziosa, la nostra Anima. Impariamo ad utilizzare al meglio il nostro corpo, senza angosciarci se non ci piace e senza diventare eccessivamente maniacali nella ricerca di una silhouette perfetta; ricordiamo anche – per chi crede nella reincarnazione – che il corpo è uno scrigno in cui è racchiusa la nostra Vera Essenza e che ci accompagnerà solo per un certo periodo di tempo, alla fine dovremo lasciarlo per sperimentare altre e nuove vite. La Donna è un’Anima, la sua bellezza, la sua femminilità, la sua unicità possono portarla ad essere ricettacolo di energie sottili superiori, e ciò si vede anche dal fatto che acquisisce una luce diversa e diventa come una stella quando evolve all’interno di un percorso di crescita spirituale. Per rendere il volto di una donna più luminoso possiamo utilizzare colori tenui come il rosa, l’azzurro, l’oro e l’argento e possiamo valorizzarne il corpo con abiti di questi stessi colori, aiutando l’intera figura ad essere più solare ed allegra. Nel caso non sia vostra abitudine utilizzare questi colori potete sempre ricorrere ad un foulard colorato o a bigiotteria luminosa con strass per richiamare la vostra parte animica e sottile. Tutto questo è un aiuto a livello fisico ma non dobbiamo dimenticare che è necessario un lavoro più interiore da svolgere per acquisire il risultato sopra descritto, infatti è necessario che ogni donna impari a controllare il proprio psichismo e l’abituale rimuginio mentale, smettendo di alimentare pensieri negativi ed iniziando a concentrarsi sulla sua vera Essenza: non per piacere ad altri, per se stessa!!!

In ogni donna c’è una Dea, una Fata, una Vestale al di là del ruolo che svolge normalmente e niente le impedisce di ricontattare la propria parte Divina e, manifestarla con umiltà e semplicità ed essere così una luce ed un punto di riferimento per sé e per chi lei ama.

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