“I libri si rispettano usandoli.” U. Eco

La maschera e l’erotismo

Quante volte si è sentito dire, quando si parla di sesso o, più in generale di erotismo la famosa frase: “Gettiamo la maschera”, come se essa costituisse una sorta di impedimento, di inibizione, di pregiudizio nei confronti di una cosa che è di fondamentale importanza per il rapporto uomo-donna e anche per la continuazione della specie. L’eros è stato nella storia dell’umanità, soprattutto con l’avvento del cristianesimo, un motivo di tabù, e si è cercato di coprirlo, di “mascherarlo” per l’appunto.

Ma la maschera può essere anche una componente dell’eros, o meglio, un elemento erotico di grande potenza evocatrice: un grande esempio è nell’ultima fatica di Stanley Kubrick Eyes Wide Shut, nella scena del festino-orgia, ma questo ha origini nelle fantasie erotiche ed anche perverse dell’animo umano: in molti film pornografici gli interpreti sono mascherati. Ora, la domanda sorge spontanea: perché?

Le risposte sono molteplici. Vedere un corpo nudo, ben fatto, proporzionato, provoca nell’altro sesso un’attrazione, un desiderio di volersi unire sia carnalmente che spiritualmente con l’Altro. La maschera gioca un duplice ruolo: il volto, e in particolare gli occhi sono lo specchio dell’anima di una persona. Il fatto che questa parte di essa sia coperta, nascosta mentre il resto è esposto genera una doppia attrazione sia sessuale che di curiosità, anche perché il vero erotismo non è mostrare la nudità in quanto tale, ma esporla e nasconderla contemporaneamente, e lo stesso vale per la maschera, perché cela il volto ma è essa stessa un volto: un qualcosa che si fa vedere per nascondere un altro qualcosa.

Nella maggior parte dei casi, soprattutto nel caso dei benpensanti, questo è il risultato di morbose fantasie erotiche, ma la maschera ha anche una funzione catartica: spesso e volentieri in teatro la recitazione è solo voce e al massimo espressioni facciali se non smorfie. Ma il resto del corpo? Ed è proprio qui che entra in gioco la maschera: essa restituisce al corpo la sua integrità, la sua neutralità e la sua espressività, prerogativa fondamentale per il lavoro attoriale ed artistico.

 

 

 

 

Una Risposta

  1. Mimmo Gerratana

    Vero, la maschera spesso libera l’interiorità, l’intimo più profondo…

    "Mi piace"

    9 giugno 2011 alle 18:36

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