“I libri si rispettano usandoli.” U. Eco

Il Bondage

C’è chi si eccita con lo spanking, cioè sculacciando più o meno dolcemente il compagno, e chi invece è appassionato di bondage, ovvero la pratica che consiste nel legare o farsi legare durante il rapporto sessuale.

Che cos’è il bondage?
Bondage significa letteralmente schiavitù, soggezione, e questa pratica consiste in un insieme di attività sessuali basate su costrizioni fisiche eseguite con legature, corsetti, cappucci, bavagli o più in generale sull’impedimento consenziente alla libertà fisica, di muoversi, di vedere, di parlare, di sentire.
Si tratta di una pratica sessuale nata e diffusa dalle geishe, che intrattenevano con canti, poesie, cerimonie del tè e qualche passaggio di bondage i clienti: oggi il bondage è uscito dalla clandestinità per diventare più popolare e alla portata di tutti.
Il bondage, come le altre pratiche sadomasochistiche, se si condivide e non si impone, cioè se il sesso è sano, sicuro e consensuale, non è una perversione. Si tratta di un sottile gioco di fiducia all’interno della coppia, perché chi ha fantasie di dominio sull’altro sa che è il partner a decidere fin dove arrivare. Chi invece ha fantasie di sottomissione prova piacere proprio per il fatto di affidarsi completamente all’altro.


Tipi di bondage
Bondage
Il light bondage, consiste nel legare solo mani e/o piedi mentre ci sono poi forme di annodamento più complete, nelle quali si impedisce ogni movimento alla persona sottomessa, talvolta impedendogli completamente ogni contatto col terreno.
Chi mette in atto questa fantasia deve avere una certa dimestichezza perché le corde possono impedire al sangue di scorrere correttamente e quindi bisogna fare molta attenzione.
Durante il bondage non è obbligatorio il rapporto sessuale, perché spesso il piacere che si trae non proviene dalla penetrazione, ma il costrittore è eccitato nel sentire l’altro a sua completa disposizione ed il piacere del “costretto” proviene dall’essere in balìa del suo “padrone”.


Tecniche e strumenti

  • Metal bondage: basato sull’uso di materiale metallico per i legamenti: catene, ferri e manette;
  • Karada: è l’antico metodo di legamento giapponese, considerato una vera e propria arte. Un’unica corda di seta (bianca o nera) viene disposta in modo da disegnare una ragnatela sul corpo del sottomesso
  • Shingiu: consiste nel legare con una corda bianca il seno della partner.
  • Shibari: fa parte della karada ed è l’avvolgimento del torace.
  • Surakambo: si tratta di legare le zone inguinali, e le corde assumono l’aspetto di uno slip.
  • Sospensioni: un metodo scenografico di bondage che richiede grande abilità ed esperienza perché la persona legata viene appunto sospeso in aria e, a volte, lasciato dondolare.

Tecniche bondage

I limiti

L’unico freno a questa pratica è il dolore; non bisognerebbe oltrepassare la soglia stabilita e quindi chiarire fin da subito che cosa piace e cosa no, altrimenti il rischio è che uno dei due partner soffra. Bisogna poi essere esperti e non improvvisarsi, per evitare di fare del male. Per questo motivo sono nati dei veri e propri corsi per imparare quest’arte, basta digitare su un motore di ricerca le parole “corsi bondage” e appariranno numerosi siti di club e negozi che organizzano proprio delle serate a tema!

2 Risposte

  1. Prima del limite del dolore credo venga la consapevole consensualità di entrambi i partner: che ne abbiano parlato rivelando l’uno all’altro senza veli o infingimenti i propri istinti più profondi, i desideri e le fantasie. Una volta accettato questo, una volta che si è ascoltato e si è fatta la propria libera scelta, allora sì, l’unico e solo limite è il dolore.

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    22 giugno 2011 alle 09:39

  2. bello questo blog.. :lol:)

    "Mi piace"

    3 aprile 2013 alle 17:17

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