L’antica rosa esiste solo nel nome: noi possediamo nudi nomi – Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus. (Umberto Eco, frase finale del Nome della rosa che cita Bernardo di Cluny)

La struttura del fantasma nella perversione

Il perverso ha strutturato un rapporto molto particolare con il proprio fantasma, lo esibisce  e lo usa come provocazione, vorrebbe arrivare a un “dire tutto senza che ci sia un resto”. Vorrebbe creare un soggetto in grado di trarre sempre piacere dal godimento eliminando la sofferenza.

Nel fantasma sostanzialmente si nasconde quel desiderio che prevede l’annullamento della soggettività dell’Altro.

Nella perversione si verifica il primato del fantasma sul sintomo che viene messo costantemente in scena.

Lacan in Kant con Sade chiarisce il primato del fantasma sul sintomo, definendo il modo in cui il soggetto perverso si fa strumento del godimento dell’Altro.

Introduce inoltre il concetto di “volontà di godimento” di fronte ai limiti imposti dal desiderio.

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