L’antica rosa esiste solo nel nome: noi possediamo nudi nomi – Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus. (Umberto Eco, frase finale del Nome della rosa che cita Bernardo di Cluny)

L’interpretazione del feticismo

Freud interpreta il feticismo come un sintomo determinato dal     “ rinnegamento dell’evirazione”.

Il feticcio rappresenterebbe il sostituto  del fallo materno. Il  bambino che nell’infanzia ha creduto  nella sua esistenza non  vi vuole rinunciare.

Nella sua opera Il feticismo del 1927, Freud elabora la parola Verleugnung che significa rinnegamento, disconoscimento, differenziandola dalla parola Verdrangung che specifica invece il processo patologico della rimozione. Il suo intento è quello di operare una differenziazione  fra il destino della rappresentazione e quello dell’affetto. Per indicare il destino della rappresentazione il termine più corretto è quello di Verleugnung perché la percezione avuta a suo tempo, in qualche modo indesiderata (l’assenza del fallo materno), si è conservata ed è quindi stato necessario provvedere a un suo rinnegamento.

Il feticcio ha preso il posto del pene materno e rappresenta una protezione nei confronti della minaccia dell’evirazione determinata dallo spavento conseguente alla vista del genitale femminile, evirazione in questo modo  rinnegata.

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