L’antica rosa esiste solo nel nome: noi possediamo nudi nomi – Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus. (Umberto Eco, frase finale del Nome della rosa che cita Bernardo di Cluny)

Un caso clinico di feticismo

Freud racconta la storia di un suo giovane paziente che aveva trascorso la sua infanzia in Inghilterra per trasferirsi  in seguito in Germania.

Per il proprio godimento sessuale, questo giovane doveva vedere sul naso della partner un certo luccichio, uno “sfavillio sul naso”, in tedesco Glanz auf der Nase. Questo feticcio traeva origine dalla sua infanzia trascorsa in Inghilterra dove era  stato cresciuto da una nutrice inglese.

La parola inglese glance pronunciata alla tedesca diventa Glanz e il suo significato è diverso perché significa sguardo.

Quindi lo “sfavillio sul naso” in inglese diventava “uno sguardo sul naso”.

Il naso rappresentava per il giovane un feticcio a cui  attribuiva in alcuni casi una luminosità particolare.

Nell’interpretare questo caso, Freud mette in luce l’importanza della catena storica e della lingua nella genesi del feticcio, potendo questo essere rappresentato  persino in una frase di una lingua ormai dimenticata.

La modalità prettamente linguistica con cui Freud interpreta questo caso permette di cogliere la differenza fra significante e significato, infatti  Glanz glance sono vicini  soltanto per il suono che trascinano, e  il sintomo sembra quindi essere giustificato esclusivamente dall’omofonia del significante.

Freud non poteva formulare le sue conclusioni in questi termini perché non erano a quel tempo disponibili, essendo contemporanei e successivi ai suoi, gli studi sulla linguistica di De Saussure .

In conclusione “Ciò che si era fissato con una rappresentazione mentale a livello di sguardo, si trascina, si fissa e si organizza come sintomo a partire non da quella ideale congiunzione fra un significante e un significato  per cui uno sguardo è uno sguardo, bensì dal trascinamento di qualche cosa, che (…) possiamo chiamare significante”.

Noi viviamo nella continua certezza che esista una corrispondenza fra i significanti  e i significati. In realtà esiste la possibilità che un significante si sganci e produca i suoi effetti nell’organizzazione psichica del soggetto come è successo nel caso del “glance”.

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