L’antica rosa esiste solo nel nome: noi possediamo nudi nomi – Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus. (Umberto Eco, frase finale del Nome della rosa che cita Bernardo di Cluny)

Il fallo come velo simbolico

Il paradigma del velo viene definito da Lacan nel Seminario IV.

“Il fallo appare nella sua funzione simbolica attraverso il paradigma del velo.(…)Il velo è un sembiante che si impone sulla realtà dell’oggetto , che occulta e al tempo stesso fa segno dell’oggetto”.

Senza il velo fallico il soggetto è accecato dall’incontro con il reale come ad esempio nell’allucinazione psicotica .

Il fallo come velo non coincide con il pene, cioè con l’organo reale, ma ne indica l’assenza.

Il fallo in quanto velo diventa l’espressione di come il simbolico strutturi la realtà.

Il fallo simbolico si fa carico della notazione di mancanza.

“Il primato del fallo consiste nel fatto che esso, non essendo un oggetto ma un oggetto che  manca, un puro simbolo, svela la supremazia del significante”.

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