L’antica rosa esiste solo nel nome: noi possediamo nudi nomi – Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus. (Umberto Eco, frase finale del Nome della rosa che cita Bernardo di Cluny)

Sesso nei sogni. Il significato dei sogni erotici

Il sesso nei sogni è l’ espressione   di una pulsione vitale…. nei  sogni erotici sessualità, eros ed infiniti stimoli sensoriali   creano le situazioni “hard”   che colorano della loro energia  le nostre  notti. Qual è il significato di tutto ciò?

I sogni erotici sono più frequenti di quel che non si pensi e la loro comparsa è legata al percorso del sognatore, ma è vero che arrivano con maggior frequenza quando la vita sessuale attiva tende a scarseggiare, in questo caso hanno un effetto “compensatorio” e sono accompagnati da un intenso piacere fisico: la paralisi del corpo che è presente durante la fase REM, lascia completamente attiva la zona genitale, dando vita ad erezioni ed orgasmi.

Il sesso nei sogni si presenta allora come espressione chiara e naturale di una pulsione vitale repressa.

Tale pulsione, pur contrastata e repressa nella realtà, resta latente e pronta a manifestarsi,  e trova nei sogni il più fertile terreno di espressione, una zona virtuale in cui esperire il bisogno, appagare il piacere, compensare il vuoto di energia vitale.

E’ però importante non arrestarsi di fronte alla facile associazione sogni erotici-bisogno di sesso. Occorre andare oltre, indagare sui simboli e le metafore presenti in questi sogni, che contengono messaggi profondi legati alla relazione, alla mancanza di questa o ad un problema presente in quest’ ambito.

Quando si parla di sesso e di sogni è interessante rilevare la differenza  fra sogni erotici maschili e sogni erotici femminili. Differenza che si esprime a livello di grandi statistiche, e quindi non va assunta come rigida regola.

Nei sogni erotici maschili il sesso avviene con donne conosciute o sconosciute,   tutte disponibili, disinibite ed estasiate dalla virilità del sognatore. Questa situazione è per gli uomini molto desiderabile, molto erotizzante.

Per le donne l’erotismo tipico si rivela nei rapporti vissuti in una cornice di grande romanticismo e dolcezza, in cui sentirsi meravigliose ed uniche, seducenti, preziose e desiderate dal partner del sogno. L’atmosfera particolare di questi sogni, intrisa di fascino e dolcezza, è l’elemento determinante che fa emergere e “giustifica” l’impulso del sesso.

I sogni erotici, più di altri, sono collegati alla sfera della relazione di coppia, alla intimità che si può costruire in due, e contengono un grande potenziale di trasformazione che può influire sia nei rapporti puramente sessuali che in quelli più intimi. Sarà importante quindi analizzarli (con l’aiuto di un professionista) con grande attenzione, perché possono:

  • Aiutarci a perfezionare le nostre tecniche sessuali, a liberarci da vecchie inibizioni.
  • Mostrarci come, ciò che accade a letto, rifletta le dinamiche essenziali del nostro rapporto.
  • Dirci qualcosa di molto importante sulle nostre relazioni sessuali e non.
  • Rivelare abusi subiti nell’infanzia e nell’adolescenza.
  • Aprire la strada ad una sessualità più sana e di conseguenza ad una vita vissuta con più pienezza.

Imparare a confrontarsi con propri sogni erotici senza nasconderli e dimenticarli, senza inutile imbarazzo o vergogna può veramente chiarire tutto ciò che limita l’espressione più piena della sessualità, e aiutare a vivere con pienezza l’amore e la passione erotica.

Ma non sempre questi sogni sono legati al piacere, al desiderio ed alla loro soddisfazione. Il sesso nei sogni può trasformarsi in incubo. Immagini di violenza sessuale, deviazioni e stupro, riempiono il sognatore di paura e di angoscia, muovono dubbi ed insicurezze sul passato e le proprie esperienze sessuali.

3 Risposte

  1. midnightbright

    Ciao, molto interessante l’argomento. Durante la lettura pensavo al tipo di sogni oggetto della trattazione perché, in verità, non ne ricordo granché: credo che in tempi recenti, pur sempre in termini di anni, non abbiano superato i cinque. Non trovo il dato né positivo né negativo, tuttavia mi sono posto qualche domanda tipo: possibile che i “sogni ad occhi aperti”, altresì detti fantasie, vadano già in qualche modo a fare compensazione riducendo il campo alla fantasia del subconscio? Inutile dire che i desideri consci sono intrinsecamente limitanti: la donna (nel mio caso) è reale, le situazioni eccitanti ma realistiche e via così, quindi sostanzialmente si finisce col privarsi di qualcosa che “ci è dovuto” dalla natura stesso. Cosa ne pensi? Davide

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    24 ottobre 2011 alle 7:55 pm

    • Ciao Davide,
      grazie per il commento e le giustissime osservazioni. Il sesso credo sia meglio viverlo nella realtà piuttosto che nei sogni. La nostra attività onirica comunque ci può portare a fantasie erotiche di vario tipo e non per questo ci si priva di qualcosa che ci “è dovuto” per natura. Non parlerei di compensazione in riferimento alla fantasia erotica, meglio se la si considera un input .

      A presto

      Fiorella Iridediluce

      Mi piace

      24 ottobre 2011 alle 8:03 pm

      • midnightbright

        Grazie a te della risposta. Senz’altro la pratica è la prima tra tutte le fantasie ed è certo in circostanze reali che bisogna esprimersi e cercare soddisfazione. La mia riflessione verteva intenzionalmente in quell’ambito ove il desiderio prende forma prima di diventare concreto.
        Mi domando, non soltanto dopo aver letto questo articolo, come possa essere gestito lo scambio di cortesie tra sogno e mondo reale, per cui il secondo passa al primo percezioni e stimoli che poi vengono elaborati dai vari livelli della persone e restituiti come fantasia da realizzare.
        Esprimo il mio modo di vedere le cose in modi sempre diversi, ma sempre riconducibili allo stesso concetto. Questa volta mi sembra opportuno esemplificare l’ambito sessuale come due strati che scorrono l’uno sotto l’altro, il mantello e la crosta, se vogliamo, caratterizzati da scambi continui e profondi senza che alcuno dei due perda la propria identità, se non in poche eccezioni, che, guarda caso, sono proprio quelle in cui il substrato è stato troppo a lungo costretto. Ecco è la gestione del substrato-subconsio che trovo interessante affrontare, se l’argomentazione interessa anche te.

        A presto!

        Mi piace

        24 ottobre 2011 alle 8:23 pm

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