L’antica rosa esiste solo nel nome: noi possediamo nudi nomi – Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus. (Umberto Eco, frase finale del Nome della rosa che cita Bernardo di Cluny)

Zone erogene femminili e maschili

Le zone erogene possono essere più o meno estese, più o meno numerose e più o meno sensibili e risvegliate, in base al sesso, all’età, al segno zodiacale e alla persona. Per conoscere il meglio possibile le zone erogene dell’essere umano che si ama e che si vuole rendere felice è possibile usare con fiducia e coraggio le due MAPPE DELLE CAREZZE che vengono riportate di seguito per avere tutte le informazioni necessarie e conoscere “l’anatomia dell’amore”.

In realtà è attraverso l’intero corpo che si possono provare e scambiarsi gioie travolgenti, ma esistono delle zone privilegiate che sono più ricche di recettori sensoriali e che, di conseguenza, sono più sensibili.

Stimolando e  sollecitando queste zone con tenere ed esperte carezze, si mandano diversi e complessi messaggi al cervello, la sede dell’eccitazione, che riceve questi messaggi e li trasforma in influssi nervosi. Tali influssi vengono poi immediatamente trasmessi di nuovo agli organi genitali sotto forma di sensazioni intense e deliziose che riempiono di felicità. Risulta evidente, alla luce di quanto esposto finora, che la zona erogena principale è il cervello, sia per gli uomini che per le donne.

Le zone erogene possono essere distinte in due categorie: quelle primarie e quelle secondarie.

 Le zone erogene primarie sono quelle strettamente correlate all’orgasmo. Esse sono localizzate nella zona genitale. Nell’uomo queste  si concentrano essenzialmente nella zona del glande, mentre nella donna sono sette le zone primarie: la cervice, l’ano, le labbra vulvari, l’uretra, il punto “G”, il clitoride ed il canale vaginale. Queste sette zone sono indipendenti, ma possono tuttavia essere sollecitate simultaneamente, in una misteriosa sinergia, che si manifesta specialmente nel caso di una unione amorosa in cui venga applicata la straordinaria tecnica tantrica denominata “BRAHMACHARYA”. Tutte le zone menzionate sono collegate direttamente con il cervello. I messaggi sensoriali molto piacevoli che vengono trasmessi e ricevuti, utilizzano un sistema riflesso arcaico, che è però molto efficace e usa come “intermediari” i muscoli, e fa salire il flusso energetico direttamente fino al cervello.

Per quanto riguarda le zone erogene secondarie, possono essere distinte in tre localizzazioni, la cui forza erogena si sviluppa in senso ascendente:

Le zone erogene extra-genitali, la cui intensità e superficie sono molto variabili da una persona all’altra, in base al grado di  risveglio erotico e alla vitalità (energia vitale).

Le zone erogene para-genitali (la parte inferiore dell’addome, la regione del ventre e quella del perineo), sono quasi identiche sia nell’uomo che nella donna e hanno, in entrambi i casi, quasi lo stesso potenziale erogeno.

Le zone erogene genitali, che coinvolgono l’insieme degli organi genitali esterni (per gli uomini lo scroto e i testicoli, per le donne le labbra vulvari, l’ingresso della vagina e il pube).

Queste zone erogene secondarie sono suscettibili ad ogni tipo di stimolo erotico, soprattutto se persistente. La loro sensibilità è anche piuttosto accentuata ma anche quando sono stimolate in modo persistente non conducono immediatamente a vivere uno stato di orgasmo. E’ possibile “giocare” per ore senza che si arrivi alla soglia massima del piacere pur consentendo un livello di eccitamento molto elevato e coinvolgente.

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