L’antica rosa esiste solo nel nome: noi possediamo nudi nomi – Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus. (Umberto Eco, frase finale del Nome della rosa che cita Bernardo di Cluny)

Sotto il vestito…nel Medioevo.

Del Medioevo si sa quasi tutto, ma cosa portavano uomini e donne come biancheria intima?…se la portavano…

I rappresentanti delle corti altomedievali dei Merovingi e dei Carolingi conoscevano le brache, una specie di indumento intimo vicino al perizoma, oppure un modello lungo di tela o cuoio, fatto aderire alle gambe mediante i lacci intrecciati delle calzature. A contatto con la pelle si portavano camicie di lino finissimo, quasi trasparenti.

Nel XIII secolo l’ideale femminile di donna era rappresentato da esili fanciulle dalle forme allungate, i capelli lisci e chiari, il corpo snello, in conformità al gusto per la verticalità dello stile gotico, che imponeva questi canoni a tutte le arti decorative, dall’architettura alla scultura.

Il 1300 sarà però, anche un secolo nero, funestato da peste, carestie e fermenti religiosi, che insinuarono profondi turbamenti negli animi, quindi la donna doveva dare l’idea di virtuosa, al fine di allontanare dagli uomini eventuali sconvolgimenti del corpo e dell’anima.

Il seno non era considerato assolutamente un richiamo erotico, al contrario invece, del piede e del polpaccio che andavano coperti perchè la loro vista incendiava l’uomo medievale, è per questo che vediamo scollature profonde contrapposte a vesti dai lunghissimi strascichi.

Un’altra parte del corpo femminile, divenuta di grande importanza era il ventre, che doveva mostrarsi prominente, simbolo di fertilità, in un’epoca tanto provata dagli alti tassi di mortalità e dal calo demografico, per questo le donne iniziarono a metterlo in evidenza aumentandone le forme con dei sacchetti imbottiti.

Sulla pelle nuda si indossava una camicia finissima, il blanchet, sotto le vesti il sotano e in alcuni casi un busto o casso di ferro e, come succedeva spesso, se la scollatura arrivava fino alla vita, la si mitigava con un tassello di tessuto.

Le sarabullias invece, erano antenate dei nostri slip, e venivano indossate solo dalle nobildonne, le popolane era già tanto se avevano un vestito…, si narra però che quest’indumento non fosse molto amato, in quanto si pensava non facesse prendere aria alle parti intime.

Per gli uomini, insieme alla camicia a pelle, l’interula, per le gambe si indossavano calzabrache di panno in tinte vivaci, provviste anche di suole, elemento base del guardaroba maschile, provviste di imbottiture se i polpacci erano troppo magri e legate in vita con dei nastri.

Successivamente, dal 1370 le calzebrache si evolsero in una specie di collant con cavallo, unito sul dietro da una stringatura e provvisto di sportello sul davanti.

 

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