L’antica rosa esiste solo nel nome: noi possediamo nudi nomi – Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus. (Umberto Eco, frase finale del Nome della rosa che cita Bernardo di Cluny)

I costumi sessuali nell’Italia del ‘900. (Parte 3)

Certe conquiste sessuali degli anni Sessanta e Settanta sembrano tuttavia andare in una direzione opposta rispetto a quella di una vera libertà sessuale. Il sesso diventa pretesto di rivendicazioni politiche (si pensi all’ingresso alla Camera dei deputati della pornostar Ilona Staller, eletta tra le file del Partito radicale nel 1987) o semplice prodotto di consumo. Ne è un esempio evidente la commercializzazione del corpo fatta dalla pornografia. Nonostante la lunga stagione della repressione sessuale, nonostante la legge Merlin, il sesso in Italia continua ad essere un fattore di produzione come tanti altri.

La fine degli anni Sessanta e i primi anni Settanta vedono la nascita della stampa pornografica. Nel 1966 esce il primo numero di Men, rivista erotica che nei primi tempi si limita alla pubblicazione di fotografie di ragazze in bikini accompagnate da testi “piccanti”. Ma è nel 1967 che nella ancora cattolicissima Italia escono le prime riviste per soli uomini e i primi fumetti a sfondo sadico-erotico.

E nell’ottobre del 1967 esplode la grande polemica. I primi seni nudi fanno capolino in un servizio fotografico su Men e subito si scatena il finimondo. Capofila dell’indignazione sono centocinquanta deputati democristiani, l’ordine dei giornalisti, comitati di cittadini e semplici padri di famiglia, tutti uniti dalla comune volontà di frenare la nascente pornografia.

Denunce e sequestri fioccano copiosi. Anche quotidiani di orientamento laico, come La Stampa, chiedono a gran voce l’intervento della magistratura contro la diffusione delle riviste oscene in edicola. Dal primo seno del 1967 si passa al primo pube femminile del 1968. Ma è solo negli anni Settanta che anche in Italia la pornografia va incontro a una poderosa diffusione. Anche nel settore del cinema viene progressivamente vinta la resistenza della censura: dai primi film erotici di produzione nostrana, con improbabili “dottoresse” e “supplenti” costantemente inquadrate sotto la doccia, si passa a quelli decisamente pornografici, diffusi a partire dal 1977 nelle cosiddette sale “a luci rosse”.

Tra gli effetti più sensazionali della liberazione sessuale degli ultimi due decenni del secolo c’è l’uscita dell’omosessualità dall’ombra. Nonostante la Chiesa (come è avvenuto in occasione del “Gay Pride 2000” a Roma) continui a condannarla, soprattutto perché vi vede la definitiva e assoluta separazione tra interesse sessuale e riproduzione, l’omosessualità, già dalla fine degli anni Settanta, non è più considerata dagli psichiatri come un disturbo mentale o una perversione. Contemporaneamente si è potentemente sviluppata anche la scienza della sessuologia. I consigli degli esperti, volti alla definizione e alla ricerca di ciò che si deve intendere per “salute sessuale”, impazzano ormai tra le rubriche dei periodici italiani e non. Ma il rischio, come ha scritto lo studioso di scienze sociali André Béjin, è che la salute sessuale di una persona venga giudicata tanto più perfetta quanto più il suo piacere è meno lontano dall'”orgasmo ideale”. Si genera così, continua Béjin, “una trasformazione dei motivi di colpevolizzazione.

Si accetta più facilmente – e talvolta con vanità – di appartenere a una minoranza sessuale. Per contro ci si sente colpevoli di funzionare male”.

Gli italiani, o forse sarebbe meglio dire gli uomini e le donne europee di fine XX secolo, sovraccaricati di stimoli e messi di fronte a una interpretazione sempre più complessa della sessualità, stanno vivendo una sorta di imperativo dell’orgasmo. Finita l’omologazione imposta dai precetti della Chiesa stiamo forse scivolando verso una forma di egualitarismo sessuale? E se questo egualitarismo imposto dai sessuologi si trasformasse in una nuova forma di controllo della società?

  Bibliografia

            •            La Chiesa e la sessualità, di S. H. Pfürtner – Ed. Bompiani, 1975

            •            Giovani, affettività, sessualità, di C. Buzzi, – Ed. Il Mulino 1998

            •            I comportamenti sessuali, autori vari – Ed. Einaudi, 1983

            •            Il porno. Miti per il XX secolo, di R. Stoller – Ed. Feltrinelli 1993

            •            La sessualità nella storia, di L. Stone, – Ed. Laterza 1995

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