L’antica rosa esiste solo nel nome: noi possediamo nudi nomi – Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus. (Umberto Eco, frase finale del Nome della rosa che cita Bernardo di Cluny)

Kamasutra. L’educazione delle fanciulle

Alla diversità sensibilità e alla diversa figura della moglie corrispondeva un diverso tipo di educazione impartita alle fanciulle destinate a divenire spose. Sia in Occidente che in Oriente veniva richiesta ovviamente la verginità: ma in Occidente la fanciulla non doveva conoscere nulla che riguardasse il sesso mentre in Oriente una tale conoscenza era un aspetto fondamentale della sua educazione.

In Occidente non si parlava mai, in generale, esplicitamente di sesso; in modo particolare non se ne parlava davanti ai ragazzi e soprattutto con grandissima cura si evitava l’argomento con le fanciulle. In verità nel medioevo i discorsi erano abbastanza liberi ed espliciti, ma in seguito la censura sull’argomento divenne sempre più stretta. Se leggiamo libri che avevano lo scopo di preparare le fanciulle al matrimonio come il celeberrima “La perfecta casada” (la sposa perfetta) di Luis de Leon che fu l’opera ispiratrice di infinite altre del genere, noi non troviamo nessun accenno a problemi del sesso, sembrerebbe che esso fosse del tutto assente dal matrimonio. Eppure anche la austera Chiesa Cattolica considerava e considera annullabile un matrimonio senza sessualità. Semplicemente non se ne doveva parlare, sembrava sconveniente anzi immorale ogni discorso che avesse come oggetto il sesso specie se rivolto a delle donne e soprattutto a delle donne non sposate.

Questa situazione giunse all’acme probabilmente nell’800 nella così detta “Età Vittoriana” in cui ogni accenno, seppure indiretto, alla sessualità era considerato sconveniente. Poteva capitare che le ragazze giungessero alla fatidica “prima notte” senza sapere bene in che cosa consistesse l’atto sessuale. Ma l’ideale femminile era propria la “ingenuità”: si badi come il termine “ingenuus” in latino indicasse persona di famiglia libera (in opposizione a “servile” cioè schiavi e ex schiavi”), ma il termine venne poi a indicare persona che non sa nulla del sesso proprio come si conviene a una ragazza di “buona famiglia”.

In Oriente invece una educazione sessuale, o meglio l’arte di amare era appresa dalle fanciulle come parte dell’educazione al matrimonio: si apprendeva l’arte di tener bene la casa (cucinare, cucire disporre i fiori ecc), ma anche l’arte di amare che era tanto importante per le riuscita di un buon matrimonio.

Anche l’uomo doveva prepararsi: ma dato la sua posizione di forza e il campo tanto più ampio della sua azione le sue abilità sessuali erano meno importanti. Alla fine un uomo poteva avere più donne, affermarsi nella politica o nell’economia: ma una donna se fallita come moglie non aveva nessuna prospettiva, non poteva trovarsi un altro uomo o dedicarsi ad altro, non le restava che invecchiare tristemente.

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