L’antica rosa esiste solo nel nome: noi possediamo nudi nomi – Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus. (Umberto Eco, frase finale del Nome della rosa che cita Bernardo di Cluny)

Acqua sessuale. Pablo Neruda

Rotolando a goccioloni soli,

a gocce come denti,

a densi goccioloni di marmellata e sangue,

rotolando a goccioloni,

cade l’acqua,

come una spada in gocce,

come un tagliente fiume vitreo,

cade mordendo,

scuotendo l’asse di simmetria, picchiando sulle costure dell’anima,

rompendo cose abbandonate, infradiciando il buio.

È solamente un soffio, più madido del pianto,

un liquido, un sudore, un olio senza nome,

un movimento acuto,

che diviene, si addensa,

cade l’acqua,

a goccioloni lenti,

verso il suo mare, verso il suo asciutto oceano,

verso il suo flutto senz’acqua.

Vedo l’estate distesa, e un rantolo che esce da un granaio,

cantine, cicale,

città, eccitazioni,

camere, ragazze

che dormono con le mani sul cuore,

che sognano banditi, incendi,

vedo navi,

vedo alberi col midollo

irti come gatti rabbiosi,

vedo sangue, pugnali e calze da donna,

e peli d’uomo,

vedo letti, vedo corridoi dove grida una vergine,

vedo coperte ed organi ed alberghi.

Vedo i sogni silenziosi,

accetto gli ultimi giorni

e anche le origini e anche i ricordi,

come una palpebra atrocemente alzata per forza

sto guardando.

E allora c’è questo suono:

un rumore rosso di ossa,

un incollarsi di carne

e gambe, bionde come spighe, che si allacciano.

Io ascolto in mezzo al fuoco di fila dei baci,

ascolto, turbato tra respiri e singhiozzi.

Sto guardando, ascoltando,

con metà dell’anima in mare e metà dell’anima in terra

e con le due metà guardo il mondo.

E per quanto io chiuda gli occhi e mi copra interamente il cuore,

vedo cadere un’acqua sorda,

a goccioloni sordi.

È un uragano di gelatina,

uno scroscio di sperma e di meduse.

Vedo levarsi un cupo arcobaleno.

Vedo le sue acque attraversare le ossa.

Agua sexual

Rodando a goterones solos,

a gotas como dientes,

a espesos goterones de mermelada y sangre,

rodando a goterones

cae el agua,

como una espada en gotas,

como un desgarrador río de vidrio,

cae mordiendo,

golpeando el eje de la simetría, pegando en las costuras del alma,

rompiendo cosas abandonadas, empapando lo oscuro.

Solamente es un soplo, más húmedo que el llanto,

un líquido, un sudor, un aceite sin nombre,

un movimiento agudo,

haciéndose, espesándose,

cae el agua,

a goterones lentos,

hacia su mar, hacia su seco océano,

hacia su ola sin agua.

Veo el verano extenso, y un estertor saliendo de un granero,

bodegas, cigarras,

poblaciones, estímulos,

habitaciones, niñas

durmiendo con las manos en el corazón,

soñando con bandidos, con incendios,

veo barcos,

veo árboles de médula

erizados como gatos rabiosos,

veo sangre, puñales y medias de mujer,

y pelos de hombre,

veo camas, veo corredores donde grita una virgen,

veo frazadas y órganos y hoteles.

Veo los sueños sigilosos,

admito los postreros días,

y también los orígenes, y también los recuerdos,

como un párpado atrozmente levantado a la fuerza

estoy mirando.

Y entonces hay este sonido:

un ruido rojo de huesos,

un pegarse de carne,

y piernas amarillas como espigas juntándose.

Yo escucho entre el disparo de los besos,

escucho, sacudido entre respiraciones y sollozos.

Estoy mirando, oyendo,

con la mitad del alma en el mar y la mitad del alma en la tierra,

y con las dos mitades del alma miro el mundo.

Y aunque cierre los ojos y me cubra el corazón enteramente,

veo caer agua sorda,

a goterones sordos.

Es como un huracán de gelatina,

como una catarata de espermas y medusas.

Veo correr un arco iris turbio.

Veo pasar sus aguas a través de los huesos.

3 Risposte

  1. meravigliosa

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    17 giugno 2012 alle 9:29 am

  2. Capisco che sia un poeta così amato, così raccontato. La capacità di non raccontare con nude parole, ma di portare le immagini di cose irreali, bensì di sensazioni. La poesia che l’immagine di ciò che l’occhio non può vedere, la mano non può cogliere, ma i sensi tutti vivono con impatto intenso. Ecco, per me la poesia è questo, crudamente etereo.

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    26 giugno 2012 alle 6:08 pm

    • Felina è sempre un piacere leggerti e ti ringrazio delle proficue riflessioni ch elasci tra le mie pagine

      grazie!

      Iridediluce

      Mi piace

      26 giugno 2012 alle 6:10 pm

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