L’antica rosa esiste solo nel nome: noi possediamo nudi nomi – Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus. (Umberto Eco, frase finale del Nome della rosa che cita Bernardo di Cluny)

artistagoloso

Parliamo oggi di un artista dell’ottocento partenopeo, per finire con qualche riferimento ai coevi milanesi.

Gioacchino Toma, nato a Galatina il 24 gennaio 1836 e morto a Napoli il 12 gennaio 1891, pittore.

Rimasto presto orfano e rifiutato dai parenti più prossimi, trascorre una giovinezza sfortunata, tra il Convento dei Cappuccini di Galatina e l’ospizio dei poveri di Giovinazzo. Qui apprende i primi rudimenti d’arte, attorno al 1853.

Nel 1854 si trasferisce a Napoli per conto suo, lavorando come pittore ornamentista, sotto il Fregola alle decorazioni della villa reale di Favorita a Portici.

Nel 1857, casualmente coinvolto in una retata della polizia borbonica, è imprigionato per due mesi, poi confinato per più di un anno a Piedimonte d’Alife. Per vivere dipinge ritratti, immagini sacre e nature morte di frutta, “incunaboli pittorici già chiaramente orientati ad una tavolozza impostata su tenui accordi cromatici”, sostenuto da amicizie importanti. Beniamino Caso per primo…

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Una Risposta

  1. icittadiniprimaditutto

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

    Mi piace

    11 settembre 2012 alle 8:47 am

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