L’antica rosa esiste solo nel nome: noi possediamo nudi nomi – Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus. (Umberto Eco, frase finale del Nome della rosa che cita Bernardo di Cluny)

La storia dell’emancipazione femminile da ieri a oggi

La donna nella storia della civiltà è sempre stata subordinata all’uomo. Le differenze tra i due sessi portano il sesso maschile a prevalere su quello femminile occupando un ruolo privilegiato all’interno della società. La donna fino dai tempi antichi è stata posta in una condizione di inferiorità evolvendosi in una società essenzialmente misogina. Molti pregiudizi che vivono ancora oggi nell’immaginario collettivo hanno radici molto lontane e sono stati influenzati dal pensiero di molti filosofi, letterati e politici. Già a partire dagli stessi autori latini troviamo spesso ritratti di donne padrone ed ingannatrici difficili ora da ritenere veritieri . Facendo un salto di un millennio troviamo anche nel Medioevo volti di donne ingannatrici, streghe influenzate e completamente subordinate dalla presenza della Chiesa. Successi- vamente con il passare dei secoli la figura della donna, nonostante fosse continuamente subordinata a quella dell’uomo, comincia ad acquistare la sua emancipazione, la sua dignità, il suo valore. Solamente a partire dal Novecento la condizione della donna comincia a cambiare radicalmente e si può parlare così di donne in movimento; incominciano a formarsi corporazioni di donne che si uniscono per combattere contro tutte le discriminazioni della società misogina. Con l’inizio della guerra le donne sospendono la loro rivendicazione per compiere il loro dovere di mogli, ma con la fine della guerra esse partono alla ribalta creando quei movimenti che porteranno all’emancipazione femminile di inizio secolo. Questo accade principalmente in America dove la donna viene liberata da molti lavori che è costretta a compiere e, grazie al miglioramento delle tecnologie, potrà divenire autonoma lavorando, ma soprattutto andando a scuola. Nel XX secolo l’emancipazione femminile raggiunge livelli inauditi. Le lotte femministe per la parità dei sessi crescono con un’alta velocità. Nonostante ciò le donne continuano ad essere sottovalutate e sfruttate; si scontrano con i pregiudizi dell’inferiorità sessuale femminile divenendo spesso donna-oggetto, donna- corpo senza morale o sentimento. Proprio da questo deriva la maschilizzazione di tutte le sfere alte della società che vede nell’uomo intelligenza e perspicacia. Sempre la produzione culturale è stata dominata dagli uomini che, a differenza delle donne, potevano liberare la loro forza creatrice. Anche in campo letterario solo il Novecento vedrà la progressiva liberazione della donna dalle catene della sua inferiorità con la conquista di mete quasi inaspettate. Ora come ora la condizione della donna è nell’Europa occidentale di massima emancipazione ed indipendenza; la donna è riuscita ad affermarsi in ogni ambito sociale, conquistando quella dignità che per natura si merita. Solo l’immagine di essa, che forse troppo spessa viene sminuita nel campo giornalistico e televisivo, potrebbe far desiderare di nuovo il predominio maschile, ma la forza di donne che hanno lottato e che lottano tuttora per affermarsi non solo come corpo ma soprattutto come intelletto smentisce completamente certe rivendicazioni di predominio.

9 Risposte

  1. purtroppo c’è ancora molto da fare!Legalmente e in società è vero finalmente la donna ha i dovuti riconoscimenti ed uguali diritti.Non siamo più tenute come le nostre nonne ad essere solo angeli del focolare,studiamo,lavoriamo,usciamo sole,possiamo fare le scelte che vogliamo; ma alcuni pregiudizi ci sono ancora, a volte vengono proprio dalle altre donne che giudicano in base alla lunghezza della gonna o al numero di accompagnatori.Purtroppo succede. O peggio ancora, alla donna viene chiesto molto spesso di scegliere tra la famiglia e il lavoro,a secondo della carriera che si svolge, o addirittura vengono discriminate. L’emancipazione della donna non è ancora completa, soprattutto qui in Italia rispetto ad altri Paesi, ma se allarghiamo lo sguardo e pensiamo alle donne di Paesi come quelli islamici, ci rendiamo conto quanto ancora ci sia da lavorare:) Buona domenica:)

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    28 ottobre 2012 alle 10:24 am

  2. dammicinqueminuti

    Questi argomenti sono sempre stati privilegiati nelle mie conversazioni. A me sta molto a cuore questo concetto, ed ecco perché quando ho a che fare con maschilisti, a malapena riesco a trattenere la mia rabbia.
    Dici bene quando scrivi che la donna alla fine si è conquistata la dignità “che per natura si merita.” Perché io penso che non si doveva nemmeno essere questa grande battaglia per ‘recuperarla’ perché l’abbiamo sempre avuta. E’ proprio questo che mi fa arrabbiare. LA donna non doveva combattere per avere la libertà, come se fosse un premio per aver fatto un chissà quale gioco. Gli uomini e le donne dovevano essere liberi fin dall’inizio, come giusto che sia.
    In ogni caso, c’è un altro blog su wordpress che si chiama Un altro genere di comunicazione (http://comunicazionedigenere.wordpress.com/) non so se lo conosci. 🙂
    Buona domenica.

    Anna

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    28 ottobre 2012 alle 11:49 am

  3. icittadiniprimaditutto

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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    28 ottobre 2012 alle 12:05 pm

  4. blogandrealiberati

    🙂 mi piace

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    29 ottobre 2012 alle 12:52 pm

  5. ciao Iride la donna nella società è un tema molto complesso perchè articolato su diversi livelli che spaziano dall’essenza femminilità al soggettio di diritti e doveri..Può esserci convenienza per la donna essere una cortigiana delluomo per renderlo poi suo schiavetto,ma vi è anche la donna che non ama raggiri,ha la sua potenzialità di intelligenza e cultura ed in quanto tale desidera affermarsi nella sua pienezza di essere sociale..Oggi il rapporto sociale uomo donna è ambiguo,ma a differenza delle epoche precedenti,la donna non è più semplicemente la casalinga,la massaia,ma il suo ruolo a casa spesso,molto spesso si accomagna a quello professionale nella società..Una società deve avvalersi di entrambi i ruoli senza pontificare ma consentendo i ruoli che ognuno può svolgere nella società

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    29 ottobre 2012 alle 1:37 pm

    • Ciao Alfredo 😀
      lietissima di leggere i tuoi arguti commenti sempre puntuali

      a presto

      iridediluce

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      29 ottobre 2012 alle 10:49 pm

  6. Nella società greca alle donne era vietato assistere a qualsiasi manifestazione pubblica, oltre che praticare qualsiasi attività sportiva (ad Atene ), mentre a Sparta potevano dedicarsi a sport di tipo esclusivamente ginnico (danza, corsa, ecc). In occasione dei Giochi olimpici alle donne non era nemmeno permesso di avvicinarsi al perimetro esterno del santuario, pena la morte . Secondo un’antica tradizione si diceva addirittura che, se mai una donna avesse praticato una qualche attività sportiva, grandi sventure sarebbero arrivate in seguito a tutto il genere femminile. Ciò conferma la condizione di inferiorità a cui era soggetta la donna nella società greca, molto diversa, ad esempio, dalla condizione di relativa emancipazione di cui godeva la donna nel mondo romano.

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    12 novembre 2012 alle 8:13 pm

  7. Condivido quasi tutto. Esistono però dei fenomeni emergenti che invitano a considerare la donna ancora solo un oggetto. Trasmissioni come le “Veline” , ad esempio, sono in grado di cambiare totalmente la società moderna: sono i genitori a stimolare le proprie giovanette a mostrarsi e a darsi da fare per entrare nel puttanaio dei Lele Mora ed Emilio Fede, arruolatori per la belva. L’Italia va cambiata!!!! La nostra nazione non è ancora evoluta.

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    3 giugno 2013 alle 3:27 pm

  8. L’ha ribloggato su Cancello Privato.

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    30 luglio 2013 alle 12:09 am

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