L’antica rosa esiste solo nel nome: noi possediamo nudi nomi – Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus. (Umberto Eco, frase finale del Nome della rosa che cita Bernardo di Cluny)

Il biasimo delle donne

L’indole della donna Dio la fece diversa. Una deriva dalla scrofa setosa; la sua casa è una lordura, un caos, la roba rotola per terra. Lei non si lava; veste panni sozzi e stravaccata nel letame ingrassa. Un’altra Dio la fece dalla volpe matricolata: è quella che sa tutto; non c’è male né bene che le sfugga. Dice, sì, bene al bene e male al male, ma s’adegua agli eventi e si trasmuta. Come sua madre è quella che deriva dalla cagna: curiosa di sentire e di sapere, vagola, perlustra; anche se non c’è un’anima, si sgola, e non la calmi né con le minacce, né se t’arrabbi e le fracassi i denti con un sasso, né a furia di blandizie, neppure stando in casa d’altri: insistequell’eterno latrato senza scopo. Una gli dèi la fecero di terra e la diedero all’uomo: minorata, non ha idea né di bene né di male. Una cosa la sa: mangiare. E basta. Se Dio manda un dannato inverno, bubbola, ma lo sgabello al fuoco non l’accosta. Viene dal mare un’altra, e ha due nature opposte: un giorno ride, tutta allegra, sì che a vederla in casa uno l’ammira (“non c’è al mondo una donna più simpatica, non c’è donna migliore”). Un altro giorno non la sopporti neppure a vederla o ad andarle vicino: fa la pazza, e che s’accosta, guai! Pare la cagna coi cuccioli, implacabile: scoraggia nemici e amici alla stessa maniera. Come il mare che sta sovente calmo, nell’estate, e sovente in un fragore di cavalloni s’agita e s’infuria. Tale l’umore di una donna simile: anche il mare ha carattere cangiante. Una viene dall’asina, paziente alle botte. Costretta e strapazzata, il lavoro lo tollera. Se no mangia, rincantucciata, accanto al fuoco; avanti notte, avanti giorno, mangia. Così, come si prende per amante chiunque venga per fare l’amore. Genìa funesta quella della gatta: non ha nulla di bello o di piacevole, non ha nessuna grazia, nessun fascino. Ninfomane furiosa, sta con uno e finisce col dargli il voltastomaco. E rubacchia ai vicini, e spesso ingoia le offerte prima di sacrificarle. Nasce dalla cavalla raffinata, tutta criniera, un’altra. Ed ecco, schiva i lavori servili e la fatica, la macina, lo straccio, l’immondizia e la cucina (teme la fuliggine). Anche all’amore si piega per obbligo. Si lava tutto il giorno la sporcizia, due, tre volte, si trucca, si profuma. Sempre pettinatissima la chioma fonda, fluente, ombreggiata di fiori. Una simile donna è uno spettacolo bello per gli altri: per lo sposo un guaio. A meno che non sia principe o re, che di simili cose si compiaccia. La prole della scimmia: è questo il guaio più grave che da Dio fu dato agli uomini.

Bruttezza oscena: va per la città una tal donna e fa ridere tutti. E’ senza collo, si muove a fatica, niente natiche, tutta rinsecchita. povero chi l’abbraccia, un mostro simile. Ma la sa lunga, ha i modi della scimmia. La gente la deride? Se ne infischia. Certo, bene non fa: non mira ad altro né pensa ad altro tutta la giornata che a far del male, e a farne più che può. Una viene dall’ape: fortunato chi se la prende. E’ immune da censure lei sola; è fonte di prosperità; invecchia col marito in un amore mutuo; è madre di figli illustri e belli. E si distingue fra tutte le donne, circonfusa di un fascino divino. Non le piace di stare con le amiche se l’argomento dei discorsi è il sesso. Fra le donne che Dio largisce agli uomini ecco qui le più sagge, le migliori.

trad. F. M. Pontani

Una Risposta

  1. E noi si viene sempre da altro che sia donna: la donna in sé quindi non sarebbe che la metafora di altre bestie, quando le bestie lo sarebbero degli uomini! Che dono fai con ciò che porti a condividere, perché non c’è tempo, né soluzione ancora perché la donna sia fieramente femmina davanti al mondo, senza sentir lei stessa la necessità di giustificare il proprio genere. Verrà il giorno che saremo, senza per forza dover’essere migliori dell’uomo, in pieno diritto semplicemente d’essere?

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    10 novembre 2012 alle 10:16 am

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