L’antica rosa esiste solo nel nome: noi possediamo nudi nomi – Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus. (Umberto Eco, frase finale del Nome della rosa che cita Bernardo di Cluny)

Cenerentola e il Principe Feticista.

Come sono belli i tuoi piedi
nei sandali, figlia di principe!

(Cantico dei cantici 7,1)

Esiste l’espressione: “Fare le scarpe a qualcuno”, che significa “prevalere su qualcuno, essergli superiore”. 
Nel vocacolario è scritto: “fare le scarpe a qualcuno: fargli del male nascondendosi sotto una falsa apparenza di amico”. 
Il senso latente è che chi è superiore a qualcuno gli fa del male, lo evira, come il Padre dell’orda primordiale evirava i giovani maschi che gli erano inferiori di forze. “Fargli le scarpe” equivale ad avere il controllo sul suo piede – pene. 
A questo proposito mi sono ricordato di quello che racconta James G.Frazer in Il ramo d’oro, raccontandoci del rito da consumarsi, presso alcuni selvaggi, quando si crede che un uomo abbia perso la sua anima: “…certi Indiani riprendono l’anima smarrita di un uomo per mezzo delle scarpe e gliela restituiscono facendogliele calzare” (Boringhieri, Torino 1973, vol.I, p.292). 
Sembrerebbe che i primitivi associno inconsciamente piede = pene con anima, poiché questa si trova nelle scarpe, come il piede.

Un altro punto: Freud ci ha mostrato come la scarpa sia un simbolo genitale femminile (“Simbolismo del sogno”, in Opere, B.Boringhieri, Torino 1989, vol.VIII p.329). L’espressione “fare le scarpe a qualcuno” condensa, quindi, anche un altro significato: renderlo femmina. 
Infatti, Freud e Abraham ci hanno mostrato come il bambino creda che il maschio, durante il rapporto sessuale, eviri la femmina del suo pene e così facendo le infligge una ferita che la rende tale. L’atto sessuale viene interpretato, nella psiche infantile, come un atto di sopraffazione – evirazione che il maschio perpetra sulla femmina (S.Freud, «Una nevrosi infantile», in op.cit., vol.VII, p.552); K. Avraham, «Complesso Femminile di Evirazione», in Opere, B.Boringhieri, Torino 1975 e 1995, vol .I, pp.113 — 114). 
Chi “fa le scarpe a qualcuno” lo evira, lo rende inferiore, e tramuta il suo pene in “scarpa”, ovvero, in genitale femminile. 
La fiaba di Cenerentola, che perde la sua scarpa mentre fugge a mezzanotte, ci racconta della stessa fantasia infantile di deflorazione – evirazione femminile. 
Non è un caso che Cenerentola perda la sua scarpa in mezzo a una danza, che come ogni movimento ritmico simboleggia l’eccitazione che si accompagna al rapporto sessuale (S. Freud, “Simbolismo nel sogno”, in op.cit, p. 329), e scendendo a precipizio su una scalinata (su salire e scendere le scale, vedi ibidem). Ovvero, al punto saliente dell’eccitazione sessuale, ella perde la scarpa = genitale = verginità. Inoltre, proprio allo scoccare della mezzanotte. Il pulsare delle lancette dell’orologio è stato equiparato da Freud al pulsare della clitoride (“Comunicazione di un caso di paranoia in contrasto con la teoria psicoanalitica”, 1915, in op.cit., vol VIII, p. 166). Quindi, l’ora che scade, il tempo che arriva, equivalgono alla scarica libidica dell’orgasmo genitale.

lurlodimunch

La “Fiaba” è un genere letterario che possiede sempre almeno due piani di lettura: quello che potremmo definire “essoterico” e cioè evidente a tutti, la storia, sempre  a contenuto fantastico e magico (e in questo si differenzia dalla “Favola”, a contenuto realistico e allegorico-morale), e quello che invece definiremo “esoterico”, “iniziatico”. Un piano di lettura più profondo, che va affrontato con un approccio antropologico, psicologico e talora psicanalitico. Operazione, quindi, che comporta un bagaglio culturale estraneo a quelli che ne sono i fruitori d’elezione, e cioè i fanciulli, che ne colgono semplicemente l’aspetto magico, fantastico e, a volte, moraleggiante.

Nella cultura occidentale prevale oggi l’interpretazione antropologica dei formalisti russi, primo fra tutti Vladimir Jakovlevič Propp, che in un suo testo fondamentale “Le radici storiche dei racconti di fate” identifica la “sorgente” della fiaba nei riti di iniziazione degli antichi popoli animisti.

Ma non è su questo aspetto che intendiamo soffermarci:…

View original post 559 altre parole

2 Risposte

  1. Grazie, Fiorella… è sempre un onore la tua condivisione.

    Mi piace

    24 giugno 2013 alle 12:15 am

  2. Petrus

    in questa fase storica è il sesso maschile è il vero evirato,
    il cenerentolo della situazione, che ha perso il suo “sentirsi uomo” nel
    rapporto.
    Un uomo così non si piace e in realtà non piace neanche alle donne
    anche loro se si sforzano di crederci!
    ovviamente non si può generalizzare ma è una tendenza innegabile……

    Mi piace

    24 giugno 2013 alle 11:08 am

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...