L’antica rosa esiste solo nel nome: noi possediamo nudi nomi – Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus. (Umberto Eco, frase finale del Nome della rosa che cita Bernardo di Cluny)

Il “Voyage d’Italie” del Marchese de Sade

lurlodimunch

Nei secoli XVIII e XIX era d’obbligo per i giovani, soprattutto inglesi, tedeschi e francesi di buona famiglia, un viaggio di formazione, il “Grand Tour”, attraverso l’Europa continentale; un tour che aveva solitamente l’Italia come meta finale e senza il quale la loro educazione non poteva dirsi completa.

L’Italia, ancor più della Grecia, era una meta privilegiata, a volte esclusiva, e non solo per i rampolli dell’aristocrazia e dell’alta borghesia, ma anche per artisti e scrittori alla ricerca delle fonti dell’arte e della cultura europea. Tra questi Wolfgang von Goethe, che visitò il Bel Paese tra il 1786 e i 1788 e di tale viaggio ci ha lasciato una testimonianza di inestimabile valore nel suo “Italienische Reise”.

Solo pochi anni prima, tra il 1775 e il 1776, l’Italia aveva ospitato un altro illustre personaggio, Donatien-Alphonse-François de Sade. Un viaggio, quello del Divino Marchese, intrapreso per ragioni assai diverse ma, a…

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3 Risposte

  1. Grazie, Fiorella!

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    8 luglio 2013 alle 6:51 am

  2. Quel che rende originale questo tipo di viaggio riguarda diversi aspetti a partire dalla tipologia di viaggiatore che parte per primo dall’Inghilterra ed è di solito un giovane benestante della borghesia che parte accompagnato da un tutore, spesso un letterato o un artista alla volta di Francia, Fiandre, Germania, Austria concludendo il gran viaggio con la meta più ambita: l’Italia. Non di rado la Corona inglese finanziava, in parte, il viaggio di questi giovani rampolli con qualche centinaia di sterline all’anno, poiché la durata del tour era stata fissata in un arco di tempo di tre o quattro anni al massimo. Ma chi forniva queste indicazioni? La fonte più adottata era quella della guida cartacea come l’ Italian Voyage del Lassels già citato ma di uguale efficacia risultavano diari ed appunti di viaggio personali, stilati dagli stessi viaggiatori, che fornivano le pagine a cui erano affidate le loro imprese con una nota di orgoglio ad amici e conoscenti illustri.

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    20 luglio 2013 alle 8:12 pm

  3. Ciao iridediluce, per la qualità del tuo sito ti abbiamo nominato per questo premio

    http://giornalebibliotalamona.wordpress.com/premi-e-riconoscimenti/

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    6 ottobre 2013 alle 12:13 pm

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