L’antica rosa esiste solo nel nome: noi possediamo nudi nomi – Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus. (Umberto Eco, frase finale del Nome della rosa che cita Bernardo di Cluny)

La danza, “frammento di un tempo estraneo ed eterno”

Il padiglione d'oro

sito internet

Quando il poeta francese Stephane Mallarmé (1842-1898) incominciò ad interessarsi e ad elaborare una sua filosofia della danza, quest’arte non aveva ancora trovato la sua piena luce. Il melodramma e l’opera lirica avevano avuto i loro Verdi, i loro Rossini, l’opera sinfonica e la musica classica potevano fondare la loro importanza su una lunga serie di capolavori e di geniali compositori.
Alla crescita e alla maturazione di un linguaggio tecnico si doveva affiancare il riconoscimento di una poetica, di una concezione della danza come possibilità di narrazione e di comunicazione artistica alta.
Ancora a fine Ottocento, molti pregiudizi penalizzavano la danza, come è evidente, ad esempio, in queste parole di Camille Bellaigue, critico di Le Figaro e biografo di Verdi: “Un balletto (…) è il prodotto di un’arte secondaria, un po’ puerile e un po’ senile (…). Si direbbe volentieri a queste fanciulle quel che Michelangelo diceva ai suoi marmi:…

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Una Risposta

  1. Cara Fiorella, grazie per l’attenzione prestata al mio blog e, in particolare, a questo articolo. Mi fa molto piacere vederlo inserito fra i tanti, qui presenti, estremamente interessanti. Grazie di cuore. Manuela

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    17 luglio 2013 alle 2:49 pm

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