L’antica rosa esiste solo nel nome: noi possediamo nudi nomi – Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus. (Umberto Eco, frase finale del Nome della rosa che cita Bernardo di Cluny)

Tina Lagostena Bassi

Lagostena Bassi, Tina (propr. Augusta). – Avvocatessa italiana (Milano 1926 – Roma 2008); nota come “l’avvocato delle donne” per il forte impegno profuso in difesa dei diritti femminili, ha patrocinato in numerosi processi con reati di abuso e stupro combattendo con grande perizia giuridica; si è battuta affinché il reato di stupro e gli abusi sulle donne fossero ascritti nel codice penale italiano tra i reati contro la persona e non più contro la morale.

VITA E ATTIVITÀLaureatasi in giurisprudenza all’univ. di Genova, iniziò la carriera accademica presso la cattedra di diritto penale, seguendo anche la professione forense. Si interessò dei diritti e dei problemi di violenza sulla donne sin dagli anni settanta in concomitanza con il fiorire dei movimenti femministi. Tra i tanti processi, si ricorda la difesa di una delle vittime del massacro del Circeo avvenuto nel sett. 1975. Eletta nel 1994 deputato in Parlamento nelle file di Forza Italia, presiedette la Commissione nazionale per le pari opportunità, firmando anche nel 1996 la legge contro la violenza sessuale. Durante la sua lunga carriera ha sostenuto diverse associazioni (per es.  Telefono rosa) vicine ai problemi delle donne. Dal 1998 ha portato la sua esperienza in televisione partecipando al programmaForum in qualità di giudice d’arbitrato.

OPEREOltre alle numerose pubblicazioni giuridiche ha scritto con E. Moroli, L’avvocato delle donne: dodici storie di ordinaria violenza (1991, da cui è stata tratta la sceneggiatura, a sua firma, della miniserie RAI interpretata da M. Melato).

2 Risposte

  1. una donna che fece scandalo in quel tempo…
    credo che del termine femminicidio avrebbe riso e parecchio, per non parlare della giornata dedicata!
    Quanto ci mancano queste persone!

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    25 novembre 2013 alle 9:50 pm

  2. Il sogno di dimostrare fermandoci e incrociando le braccia che tutto il mondo si fermerebbe e tutti dovrebbero prendere atto che tutto funziona grazie alle donne. Nella cura ,nella produzione e nella riproduzione sociale. Ma non tutte le controparti sono uguali e lo sciopero, che in relazione alla violenza significa ricordare a chi non fa niente per affermare i diritti delle donne che il mondo va avanti grazie al nostro agire .Non possiamo usare lo sciopero tradizionale ma dimostreremo nei vari luoghi, dove con fermate simboliche e tutte le forme che le donne inventeranno, che la nostra presenza è garanzia di vita, di lavoro di cura per tutte e tutti. Con l’azione. E il pensiero, la parola e la capacità di ascolto che chiediamo a tutte/ i. Inventando questa parola e questa giornata a nostra misura. In ogni luogo, in ogni città, in ogni casa, Provando a farci ascoltare e ascoltando.

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    26 novembre 2013 alle 9:30 am

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