L’antica rosa esiste solo nel nome: noi possediamo nudi nomi – Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus. (Umberto Eco, frase finale del Nome della rosa che cita Bernardo di Cluny)

Schopenhauer. La metafisica dell’amore sessuale

La volontà umana, quale oggettivazione della volontà intesa nel senso cosmico, si manifesta nella maniera più profonda e radicale nella sfera della sessualità, nella quale è volontà di vivere e di conservarsi sia come specie, sia come individui: «Le parti genitali, molto più di qualsiasi altro organo del corpo, sono soggette alla volontà sola e sottratte alla conoscenza: la volontà vi manifesta anzi la propria indipendenza dalla conoscenza. […] Ne risulta che i genitali costituiscono il vero punto focale della volontà, e quindi il polo opposto al cervello, che rappresenta l’intelligenza, ossia l’altra faccia del mondo, il mondo come rappresentazione». Schopenhauer insiste molto e ripetutamente su questo concetto chiave, sia nell’opera, sia nei Supplementi, fra i quali uno dei più popolari è la Metafisica dell’amore sessuale.

Arthur Schopenhauer (1788-1860)

Arthur Schopenhauer (1788-1860)

La scelta sessuale

La profonda serietà, con la quale noi uomini esaminiamo accuratamente ogni parte del corpo di una donna — e quest’ultima, per parte sua, fa lo stesso con noi —, la scrupolosità critica, con la quale studiamo una donna che incomincia a piacerci, la caparbietà della nostra scelta, l’apprensione, con la quale lo sposo osserva la sposa, le precauzioni, che egli prende per non essere ingannato e il grande valore che egli attribuisce a ogni perfezione o imperfezione delle principali parti del corpo, tutto ciò è pienamente commisurato all’importanza del fine. Infatti, il bambino che nascerà dovrà portare per tutta la vita una parte del corpo di quel genere: se, per esempio, la donna è anche solo un po’ storta, questo difetto potrà facilmente provocare nel figlio una gobba, e così in ogni altro caso. Non si ha naturalmente coscienza di tutto questo: anzi, ciascuno di noi crede di essere tanto difficile nella scelta solo negli interessi della propria voluttà, che invece non è assolutamente coinvolta nella decisione, mentre quella scelta, data la nostra particolare corporatura, è tale da corrispondere esattamente all’interesse della specie, il cui compito segreto è quello di mantenere il più possibile puro il tipo. L’individuo lavora qui, senza saperlo, in vista di un fine superiore, in vista della specie: ecco perché attribuisce tanta importanza a cose che, come tali, potrebbero, anzi dovrebbero essergli indifferenti.

(A. Schopenhauer, Metafisica della sessualità)

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