L’antica rosa esiste solo nel nome: noi possediamo nudi nomi – Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus. (Umberto Eco, frase finale del Nome della rosa che cita Bernardo di Cluny)

Ragazze interrotte

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interrotte

Storicamente, il processo per cui la borghesia è divenuta nel corso del secolo Diciottesimo la classe politicamente dominante si è riparato dietro la messa a punto di un quadro giuridico esplicito, codificato, formalmente egualitario, e attraverso l’organizzazione di un regime parlamentare e rappresentativo. Ma lo sviluppo e la generalizzazione dei procedimenti disciplinari hanno costituito l’altro versante, oscuro, di quei processi. La forma giuridica generale che garantiva un sistema di diritti uguali in linea di principio, era sottesa da meccanismi minuziosi, quotidiani, fisici, da tutti quei sistemi di micropotere, essenzialmente inegalitari e dissimmetrici, costituiti dalle discipline. E se, in modo formale, il regime rappresentativo permette che direttamente o indirettamente, con o senza sostituzioni, la volontà di tutti formi l’istanza fondamentale della sovranità, le discipline forniscono, alla base, la garanzia della sottomissione delle forze e dei corpi.

Michel Foucault, Sorvegliare e punire

 

Pellicola intensa ed intrisa di contenuti circa le tematiche psichiatriche, traccia finemente l’incapacità della società borghese di trattare con gli adolescenti

Lotte interrotte leggermente per elevarsi al di là degli episodi carnosi del legame femminile, è il rinvio a giudizio di una società che pone un adolescente smarrito in un manicomio per elaborare la sua in una migliore’ cittadino `che gli conferisce alcuna spina dorsale narrativa. Il viaggio di Susanna alla redenzione si presenta come una delle auto-scoperta, ma il sottotono più scuro è che per essere rilasciati, si deve rigare dritto. Insieme, Mangold e Ryder hanno creato un dramma solido, riflessivo, ed efficace.

 

Per la prima volta (o quasi) nella storia del cinema, un film ne dice più del libro corrispondente: “La ragazza interrotta” è stato scritto da Susanna Kaysen, tradotto e pubblicato dalla casa editrice Tea (che la dice lunga sul contenuto del libro!), ma la storia raccontata da una ragazza sconvolta e confusa, non vale la brillante crisi di coscienza della protagonista del film (eccellentemente interpretata da Winona Ryder che non smette mai di stupirci con la sua faccetta angelica e immacolata!); la relazione contorta con Liza (l’oscar come migliore attrice non protagonista conferito ad Angelina Jolie per questa interpretazione, parla più di ogni commento!), a cui l’autrice del libro non dedica molto spazio, è dettagliatamente sviluppata nel film, e la è morale estrapolata con forza dal monologo finale di Susanna, sulla strada verso casa. Chi ama gli altri non può far loro del male, ma chi non ama se stesso diventa un vero pericolo. Le leggi del mondo “civile e sano” vengono abilmente rovesciate: c’è una spiegazione al suicidio, alla malattia mentale, all’odio tra genitori e figli, all’abbandono, alla rinuncia di qualsiasi cosa, anche della prorpia vita e della propria digintà. Certo, il film fa molto riflettere; allora ci chiediamo, acconpagnati dalla voce della protagonista: dov’è la linea di confine (borderline)? Come facciamo a vederla? Forse, l’abbiamo già oltrepassata.

E’ il 1967 e la diciassettenne Susanna Rey – Winona Ryder – somiglia a tante altre adolescenti americane sue coaetanee: è confusa, insicura e cerca disperatamente di dare un senso al mondo in veloce cambiamento che la circonda. Ma lo psichiatra con cui si incontra – per la gentile concessione dei suoi genitori – dà a questo un nome preciso, disturbi marginali della personalità – “che si manifestano attraverso un incertezza riguardante la promia immgine, gli obiettivi a lungo termine, i tipi di amicizie o di amori da avere e i valori da adottare” – e se ne lava le mani spedendola al Claymoore Hospital. Qui Susanna conosce Lisa, Daisy, Georgina, Polly e Janet, un gruppo di ragazze fuori dagli schemi, che non solo diventano le sue più care amiche, ma le illuminano la via per ritrovare una persona che aveva perso di vista: se stessa.

USCITA CINEMA: 24/03/2000
GENERE: Drammatico
REGIA: James Mangold
SCENEGGIATURA: James Mangold, Anna Hamilton Phelan, Lisa Loomer
ATTORI:
Angelina Jolie, Winona Ryder, Whoopi Goldberg, Vanessa Redgrave, Jeffrey Tambor, Clea DuVall, Jared Leto, Travis Fine, Jillian Armenante, Angela Bettis, Brittany Murphy, Elisabeth Moss

Ruoli ed Interpreti

FOTOGRAFIA: Jack N. Green
MONTAGGIO: Kevin Tent
MUSICHE: Mychael Danna
PRODUZIONE: 3 Art Entertainment, Columbia Pictures Corporation
DISTRIBUZIONE: Columbia Tristar
PAESE: USA 1999
DURATA: 125 Min
FORMATO: Colore

3 Risposte

  1. Non l’ho mai visto, ma mi hai incuriosito.

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    4 giugno 2017 alle 6:14 pm

  2. Soundtrack bellissima , la trovi qui : https://play.spotify.com/user/ipatsa/playlist/6GFtoEZRcNWovqwkRDA3mM

    Mi piace

    5 giugno 2017 alle 10:05 am

  3. Pingback: Ragazze interrotte — Iridediluce (Dott.ssa Fiorella Corbi) – Madame Claudia Blog

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