L’antica rosa esiste solo nel nome: noi possediamo nudi nomi – Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus. (Umberto Eco, frase finale del Nome della rosa che cita Bernardo di Cluny)

La condizione femminile nel Seicento.

Quando nel tempo storico avvengono profonde mutazioni nei costumi, un segnale di queste trasformazioni è il cambiamento dei rapporti tra donne e uomini. Una storia scritta dalle donne non può corrispondere alla storia scritta dagli uomini: le donne hanno molto più a cuore i rapporti, che le legano agli uomini, e ne segnalano per questo le trasformazioni. Occorre cercare un altro modo di vivere in comune. Invece, nei periodi solidi, lenti, dove le abitudini sembrano inamovibili, la spartizione storica tra donne e uomini, che ha preso una forma stabile, rimane inamovibile e così finisce per scomparire allo sguardo. Diventa invisibile, tanto finisce per far parte della vita di ogni giorno, che si ripete sempre uguale. Si potrebbe chiedere: ma perché le donne hanno accettato di vivere in consuetudini, che sembrano a noi così svantaggiose? Anche di fronte alle costrizioni più dure, c’è sempre la possibilità di trovare delle vie alternative.

L’arco di tempo che va dal 1600 al 1700 in Europa, e in modo particolare in Francia, è stato un periodo di trasformazione delle consuetudini, che regolano i rapporti tra le donne e gli uomini.

Il mettere al mondo dei figli, il matrimonio, il divorzio, le amicizie, l’educazione: tutto è stato risignificato dalle dame dei salotti francesi del tempo. Hanno messo a soqquadro quel che fino ad allora si era fatto senza pensiero. Che si era fatto così, per abitudine. Senza fermarsi a capire.

Le dame dei salotti francesi soprattutto del ‘600, ma anche del ‘700, hanno avuto la capacità di dire quali dovessero essere i costumi quotidiani non solo delle donne, ma anche degli uomini. Hanno preso la parola con grande sicurezza su tutte le questioni che riguardavano i rapporti sociali tra donne e uomini. Hanno influenzato indirettamente la vita politica, proprio perché hanno avuto molto ascolto presso gli uomini loro amici.

Naturalmente le signore dell’aristocrazia avevano aperto già in precedenza i loro salotti a incontri e a feste, ma da questo momento alcune signore lo fecero con un intento diverso. Le feste, gli incontri, le cene non ebbero più come scopo quello di chiacchierare e divertirsi, ma quello di incontrarsi – donne e uomini – per ragionare sulla morale, sulla verità, sulle abitudini di vita femminili e maschili, mantenendo, tuttavia, il senso del piacere dell’avvenimento.

Sono state poi proprio le dame famose per i loro salotti a scrivere i libri che più hanno circolato e più sono stati letti nella loro epoca.

I palazzi (Hôtels) dove aprivano i loro salotti (Salons) erano costruiti in modo tale che l’ala abitata dalla signora fosse in genere del tutto autonoma e separata dall’ala abitata dal signore, di modo che l’autorità della padrona di casa nel suo salotto fosse indiscussa e non incrinata dalla presenza del padrone di casa.

Più che in altri periodi storici, la cultura femminile di questo periodo non è concentrata in pochi nomi, portatori di un pensiero autonomo e innovativo ma al contrario sostenuta da molte donne che guidano i salotti, si incontrano in essi, discutono di cosa sia il modello di vita per una dama e per un gentiluomo e anche, tra l’altro, scrivono. E scrivono molto.

Possiamo pensare ai testi di Mademoiselle de Scudéry o quelli di Madame de La Fayette, ad esempio. Con queste nuove forme di incontri, di ragionamenti e di scrittura le dame dei salotti seppero riformare il senso del vivere comune e i rapporti tra le donne e gli uomini. Contribuirono così alla creazione di un tessuto vasto e fitto di discorsi, di scritti, di breviari e piccolo manuali perché il comportamento avesse una civiltà nei costumi. Le dame scrissero e discussero che cosa significasse l’amore tra un uomo e una donna, come l’uomo avesse da seguire tutta una trafila di attese e di prove di fedeltà per conquistare l’amore di una donna. Era da loro preso a modello l’amore del cavaliere medievale per la sua signora. Le dame dei salotti del ‘600 ripensarono e imposero un nuovo patto di convivenza tra le donne e gli uomini.

Dall’ambiente dei salotti nacque un movimento, che divenne una moda culturale, uno stile di vita e una precisa posizione di pensiero e di politica: la Preziosità, e le donne che ne fecero parte vennero chiamate le Preziose. Anche le Preziose affermarono l’importanza di un amore che con un uomo intrecciasse soprattutto un  legame di intesa intellettuale. Ribadirono che l’uomo doveva conquistare la donna con pazienza e fedeltà. Negli scritti più radicali sostennero – ma non tutte – che questo amore doveva bandire ogni rapporto carnale. Questa loro posizione le portò a rifiutare il matrimonio come una istituzione inutile, oppure a ripensarlo come una forma di vita che poteva essere scelta nel periodo in cui il legame di intesa spirituale con un uomo era effettivo, per poi abbandonarlo e scegliere un’altra forma di esistenza. Alcune di loro sostennero la necessità del divorzio, altre non difesero questa necessità dato che per loro il matrimonio stesso era inutile. Discussero molto su che significato avesse per le loro vite il mettere al mondo dei bambini, si occuparono di quando metterli al mondo; proposero di purificare il linguaggio parlato e quello scritto per renderlo meno volgare, più in sintonia con il gusto, i modi gentili, arguti e civili, per distanziarsi così dal linguaggio maschile della traduzione, sentito come troppo pesante. La loro riforma del linguaggio ebbe molta influenza nella cultura del tempo.

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