L’antica rosa esiste solo nel nome: noi possediamo nudi nomi – Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus. (Umberto Eco, frase finale del Nome della rosa che cita Bernardo di Cluny)

IPAZIA Vita e sogni di una scienziata del IV secolo

IPAZIA Vita e sogni di una scienziata del IV secolo
di Antonino Colavito e Adriano Petta

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Questa donna straordinaria fu astronoma, matematica e filosofa, erede della scuola alessandrina (370-415 d.C.) ­ fatta massacrare dal vescovo Cirillo per mettere a tacere la sete di sapere e la libertà di pensiero che la animavano.

Antesignana della scienza sperimentale, studiò e realizzò l’astrolabio, l’idroscopio e l’aerometro.
Nell’anno dedicato all’astronomia è legittimo chiedersi come potrebbe essere il mondo oggi e con quanti secoli di anticipo avremmo conseguito le conquiste moderne, se persone come Ipazia fossero state lasciate libere di esprimersi e di agire.

La prima parte del romanzo, avvalendosi di un’accurata ricostruzione del contesto storico e culturale, narra l’avventura di Ipazia negli aspetti pratici, quotidiani, scientifici e politici: una vita che assume connotati sempre più drammatici, fino al tremendo e atroce epilogo.
Nella seconda parte la voce narrante è quella della stessa Ipazia che ci parla dei suoi sogni, delle sue ricerche e della sapienza di cui era depositaria. Un sapere millenario che, dopo il crollo del mondo ellenistico e il trionfo del cristianesimo, è rimasto sepolto per secoli, fino al nascere della scienza moderna.

“Ipazia” è un vero caso editoriale, un libro che ha venduto oltre 50.000 copie.
In ocasione dell’uscita dell’edizione economica, abbiamo il piacere di ospitare Adriano Petta per parlarne ancora, cercando di contribuire alla conoscenza di una figura che risulta sempre più imprescindibile per gli storici della scienza e gli appassionati.

Questa nuova edizione è corredata dalla prefazione di Margherita Hack, da sempre sensibile alle voci eterodosse della scienza e della società. Dice la scienziata nell’introduzione:
«Questa storia romanzata ma vera di Ipazia ci insegna ancora oggi quale e quanto pervicace possa essere l’odio per la ragione, il disprezzo per la scienza. È una lezione da non dimenticare, è un libro che tutti dovrebbero leggere».

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