L’antica rosa esiste solo nel nome: noi possediamo nudi nomi – Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus. (Umberto Eco, frase finale del Nome della rosa che cita Bernardo di Cluny)

Nelle mani delle donne

mani donne
“Nelle mani delle donne” di Maria Giuseppina Muzzarelli
Un libro sulla relazione fra le donne e il cibo dall’antichità al mondo moderno con una particolare attenzione al Medioevo (l’autrice è docente di storia medievale all’Università di Bologna). Un viaggio nel tempo che riporta al XV secolo della strega Matteuccia del Castello di Ripabianca, al XII secolo della dotta monaca Ildegarda di Bingen, fino all’XI secolo del vescovo Burcardo di Worms, seguendo il filo di una pluralità di fonti: procedimenti giudiziari, trattati, dipinti, opere letterarie.
La storia vista con gli occhi delle donne, confinate per secoli in cucina, dove il cucinare da impegno quotidiano diventa un modo per costruire relazioni, dare senso alla vita e imporsi comunque ad un mondo interamente declinato al maschile.
Già dalle prime pagine l’autrice chiarisce il senso del libro, la volontà di offrire uno strumento di lettura e interpretazione della storia che aiuti a vivere il presente:
«Voglio raccontare, soprattutto a quante giovani donne impegnate in diversi ambiti lavorativi amano cucinare e lo fanno con maestria, mangiano di gusto e non si pongono, progettando una maternità, il problema dell’allattamento, come sono andate le cose fino a non molto tempo fa. Questo perché sappiano preservare quello che è stato faticosamente conquistato, anche se non sempre ne sono consapevoli, e recuperare quello che, più a loro che alle donne della mia generazione, pare di aver perduto. Soprattutto perché abbiano materia su cui riflettere a proposito di quanto è naturale e quanto invece socialmente costruito (dagli uomini ma anche dalle donne), ora perpetuando limitazioni e tenendo in vita pregiudizi e luoghi comuni duri a morire, ora introducendo opportunità prima assenti.»
Un libro rivolto solo alle donne, allora? Sarebbe una conclusione sciocca. Non esistono libri per uomini o per donne, ma solo libri per chi vuol capire. Nel leggere, per fortuna, il genere non conta.

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