L’antica rosa esiste solo nel nome: noi possediamo nudi nomi – Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus. (Umberto Eco, frase finale del Nome della rosa che cita Bernardo di Cluny)

Ana Rossetti

Ana_rossetti_6 Ana Rossetti, nata nel 1950 a San Fernando, Cadice è considerata uno degli autori principali della Spagna contemporanea.

Nel 1969 si trasferì a Madrid, dove fu attiva nell’ambiente studentesco, sia politicamente che culturalmente, in quello che era l’ultimo periodo del regime repressivo del Generale Franco. Ana unì i gruppi teatrali ed indipendenti dell’Università di Madrid ed a metà degli anni 70 produsse tre drammi: “El saltamontes”, “Sueño en tres actos” e “La casa de los”.

In quegli anni Rossetti era conosciuta maggiormente come una valente autrice che non come poetessa. Fu nel 1980, dopo avere ricevuto il premio Gules per la poesia , che pubblicò il suo primo libro di poesie: “Los devaneos de Erato”, seguito nel 1982 da “Dióscuros”. Entrambi i libri riapparvero in una compilazione delle poesie scritta da Ana fra il 1979 ed il 1984: “Indicios vehementes” pubblicato nel 1987.

Nel 1986 pubblicò Devocionario, un libro di poesie per il quale ricevette il premio internazionale di poesia Rey Juan Carlos I, ed il riconoscimento come una delle voci poetiche e più importanti ed influenti del

post-Franchismo.

Oltre alle poesie, Ana scrisse la novella “La sortija y el sortilegio”, la composizione “Prendas íntimas” ed il romanzo “Plumas de España”. Quest’ultimo, in particolare, rappresentò l’effervescenza culturale di piazza che in quegli anni ’80 si manifestava nel centro di Madrid. Pedro Almodóvar citò Ana Rossetti come ispiratrice di quel movimento, chiamato “La movida”, grazie al contributo della sua scrittura provocatoria e disinibita.

La poesia di Ana Rossetti rappresentò negli anni ottanta l’irruzione vitale e rabbonita dell’erotismo, distruggendo l’immagine petrarchista della donna e la sua carta passiva e lacrimosa nella poesia amorosa scritta tanto per gli uomini come per le donne. Il suo peculiare utilizzo della liturgia cattolica, la ricchezza verbale, barocca, disinibita, intimista dei suoi versi o il desolato e denso spazio dei suoi ultimi libri collocano Ana, al di sopra di mode ed opportunismi, nel territorio della poesia più autentica e durevole

Nei suoi versi l’erotismo, l’estetismo ed il culturalismo si mischiano perfettamente in un’opera poetica in cui le immagini non stanno per suggerire, bensì per dire. Il suo mondo poetico è aperto, in nessun momento ci sono oscurità o contenimento o ermetismo. Ogni immagine creata ha un’immediata interpretazione. A grandi tratti, i suoi temi si riducono a due: da una parte, il mondo estetico dei piaceri; e da un’altra, quello dell’infanzia, visto con nostalgia

Con il passare degli anni sempre più critici si sono dedicato alle opere di Ana Rossetti. Maria Grazia Profeti vede in “Plumas España” la tensione barocca fra “essere e fingere” come una struttura allegra del romanzo che ultimamente narra i cambi che accadono nella Spagna contemporanea.

Ana Rossetti ha continuato ad esplorare una varietà di generi come l’opera, sceneggiature per la televisione, musica rock, brevi racconti e giornalismo. Ha anche pubblicato libri per bambini, come una serie di storie che accadono in un baule pieno di vestiti ed avventure.

2 Risposte

  1. I suoi versi sono incantevoli.
    Grazie per il ricordo.

    Mi piace

    26 gennaio 2013 alle 2:07 pm

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