L’antica rosa esiste solo nel nome: noi possediamo nudi nomi – Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus. (Umberto Eco, frase finale del Nome della rosa che cita Bernardo di Cluny)

Articoli con tag “bellezza femminile

Matriarcato in Sardegna, realta` o fantasia? —

Ci si interroga spesso sul “Matriarcato” residuo (o presunto tale) diffuso in Sardegna, un fenomeno che ha radici antichissime e quasi scomparso nell`ambito delle societa` contemporanee e “moderne”, ma che secondo alcuni pare trincerarsi nell`isola all`interno di quelle comunita` isolate ancora scarsamente colonizzate dal fenomeno globalizzante del “Patriarcato”. Ma da dove arriva esattamente questo fenomeno […]

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L’Evoluzione del Concetto di Bellezza Femminile nell’Arte e nella Società


Kamasutra. L’amore romantico

Alla “congiura del silenzio” e alla emarginazione di tutto ciò che concerneva il sesso non contribuì solo e tanto il moralismo quanto l’insorgere di quel fenomeno che viene generalmente definito “amore romantico”.

Nel cosi detto “amore classico” la donna è vista come la “madre”: una moglie ha tanto più pregio quanti più figli, e possibilmente maschi, riesce a procreare. E’ questo il compito che le viene affidata, è questo il suo posto nella società, i figli sono i suoi gioielli, come si espresse la leggendaria Cornelia. Da questo punto di vista il sesso era cosa importante e fondamentale. Con l’ “amore romantico” invece viene in primo piano non la ” madre” ma l’ “amore”. Già nel 1300 con l’ “amore cortese” abbiamo una idealizzazione della donna che da procreatrice di figli diventa espressione della bellezza, della nobiltà, anche tramite a Dio. Dante non pensa di sfiorare nemmeno con il pensiero l’intimità di Beatrice e nemmeno “gli occhi ardiscono di guardare”. Ma si trattava di donna ideale, ben distinta dalle sposa reale. Invece nell’800 in età romantica nasce l’idea dell’amore inteso come sentimento profondo, infinito, eterno.

La sessualità diviene un aspetto del tutto secondario, una volgarizzazione e materializzazione di un qualcosa di ben più profondo e assoluto. Le eroine di Shakespeare non aspettano molto per raggiungere il rapporto sessuale che, evidentemente, considerano la sola vera espressione di amore: Giulietta si concede dopo solo un giorno a Romeo sia pure dopo un regolare matrimonio e Desdemona fugge con Otello senza troppo indugio. Ma le eroine romantiche sono bel diverse. Nel “Cyrano de Bergerac” tutti i protagonisti non sembrano minimamente far riferimento al sesso: Rossana consuma la sua vita nel ricordo di un uomo con il quale ha scambiato solo un bacio, Cyrano ama tutta la vita una donna alla quale poi ha nascosto il suo amore. Analogamente in Foscolo Jacopo Ortis si uccide per la disperazione dell’amore infelice per Teresa che comunque non ha mai sfiorato.

Lo stesso ideale della bellezza femminile cambia: non più la donna di forme sode e robuste, dai fianchi larghi, capace di partorire molti e sani figli ma donna sottile, pallida, flebile, magari come nella “Signora delle camelie” segnata da una malattia mortale. In questo contesto evidentemente tutto quello che riguardava la materialità del sesso suonava volgare, stonato.

Per questo motivo la maggiore censura riguardo gli argomenti sessuali si ebbe proprio in età romantica: sembrava che l’amore fra un uomo e una donna non avesse nulla a che fare con il sesso, che nel matrimonio stesso la sessualità fosse un fatto del tutto accidentale, quasi insignificante.

L’ideale dell’amore romantico non è stato mai conosciuto presso i popoli dell’Oriente: ogni amore fra un uomo e una donna è stato visto sempre come concretizzato solo nell’atto sessuale. Non viene quindi affatto concepito quell’amore romantico così profondamente radicato nella nostra tradizione culturale. Non avrebbe senso quindi un amore così detto “platonico”: amore e sessualità coincidono, il termine Kama può essere tradotto sia come amore che come piacere, e allora non c’è motivo di credere che parlare di sessualità sia cosa sconveniente, volgare.