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Le preziose donne del ‘600


Il “Salon” fu, nel ‘600, uno dei rari spazi di libertà in cui la donna poteva esprimersi. Questi luoghi di incontro, culturale e mondano, in cui donne e uomini della nobiltà e dell’alta borghesia si riunivano per conversare, furono fondamentalmente una creazione femminile; organizzati e diretti da grandi signore, questi salotti offrirono alle donne un luogo di libertà, potere e piacere. Regine e principesse avevano sempre avuto la possibilità di riunire intorno a sé uomini e donne la cui occupazione principale era la conversazione e questa tradizione dei cenacoli letterari, iniziata nel Medioevo ( les cours d’amour) nelle varie corti europee, continuò fino al ‘700 ( basti pensare alla favorita di Luigi XV, la marchesa di Pompadour), ma all’inizio del ‘600, in Francia, questi centri di cultura si spostarono dalla corte del re ai palazzi dell’aristocrazia parigina e le donne ne furono le principali animatrici, donne colte che, con determinazione, avevano voluto approfittare di tutte le possibilità a loro disposizione per istruirsi. Molte di loro avevano infatti incominciato a studiare ascoltando in un angolo le lezioni impartite ai loro fratelli. Fu così, per esempio, che Mme de Brassac, la governante del futuro Luigi XIV, imparò il latino, continuando poi da sola lo studio della lingua per poter leggere i testi degli autori antichi e moderni. Il modello di salotto alla francese, luogo per eccellenza in cui si ricercavano solo i piaceri dello spirito, fu fissato dalla Marquise de Rambouillet. Questa nobildonna, la cui madre italiana, donna di grande intelligenza e cultura, non aveva trascurato l’educazione della figlia, era dunque bilingue e più tardi imparò da sola lo spagnolo per perfezionare la sua cultura letteraria. Alle qualità intellettuali Mme de Rambouillet aggiunse quelle del carattere ed una reputazione senza macchia che spiega l’amore e l’ammirazione del marito, sempre al suo fianco. Non amando la volgarità della corte di Enrico IV ed essendo poi il marito caduto in disgrazia presso Richelieu, Mme de Rambouillet decise di ricreare nel suo palazzo una “corte” a suo piacimento. Di salute cagionevole, soffriva di una strana malattia che le impediva di esporsi al calore del fuoco e ai raggi del sole. Questo spiega perché Mme de Rambouillet prese l’abitudine di ricevere gli ospiti nella sua camera da letto tra l’alcôve (spazio attorno al letto delimitato dalle tende) e la “ruelle”(spazio tra un lato del letto ed il muro) per poter conversare al caldo e senza affaticarsi. Mme de Rambouillet fu dunque la prima di una lunga serie di donne chiamate “Preziose” perché davano “prezzo” (valore) a molte cose a cui mancava, a cominciare da loro stesse. Un valore al quale non erano disposte a rinunciare, dato che erano coscienti che i privilegi che potevano avere come classe, non le salvavano dagli svantaggi che avevano come sesso. Le Preziose, all’inizio, erano solo nobildonne parigine, i cui mariti erano o particolarmente liberali o assenti o morti; altre, invece, come Madeleine de Scudéry, una delle scrittrici più popolari della sua epoca, erano nubili. Donne indipendenti, ma l’indipendenza non era sufficiente, occorreva aver acquisito anche un minimo di cultura e le donne colte, nel ‘600, erano solo quelle che avevano voluto esserlo, utilizzando ogni mezzo, anche l’astuzia e l’inganno. Tra il 1630 e il 1661 il numero dei salotti si moltiplicò a Parigi. Il più importante rimase quello della marchesa di Rambouillet, questo centro di mondanità e di cultura diventò in breve tempo una vera e propria istituzione che contribuì a diffondere un movimento, che divenne una moda culturale, uno stile di vita e una precisa posizione di pensiero e di politica: la Preziosità. A partire dal 1650 l’importanza di questo salotto, situato in una suntuosa dimora accanto al Louvre, fu progressivamente superata da quello di Mademoiselle de Scudéry che creò un proprio salon nel suo palazzo del Marais, frequentato da aristocratici, borghesi e letterati tra cui Madame de Sévigné e Madame de La Fayette. Nella seconda metà del ‘600 molti altri salotti nasceranno in tutta la Francia, parallelamente all’ascesa della borghesia. Lo sviluppo di questi “salons” fu un fenomeno sociale che si organizzava intorno alla donna. Intorno a lei si elaborò un vero e proprio cerimoniale estremamente raffinato.Gli ospiti ammessi al salotto venivano accompagnati da un servitore fino alla camera da letto della padrona di casa che riceveva dunque l’invitato coricata o seduta ai piedi del letto. L’ospite, dopo aver salutato con riverenza la dama, si accomodava insieme agli altri nella “ruelle” adiacente.

Asse centrale di queste riunioni era la conversazione, intesa come forma di relazione sociale e come lo strumento più idoneo per imparare, insegnare e comportarsi. La letteratura era uno dei temi preferiti al centro dei dibattiti, ma si discuteva anche di filosofia, politica, società e, in particolare, della condizione femminile. Le Preziose rivendicavano infatti l’uguaglianza della donna, il suo diritto alla cultura, la sua libertà di scelta, soprattutto nei confronti del matrimonio.