L’antica rosa esiste solo nel nome: noi possediamo nudi nomi – Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus. (Umberto Eco, frase finale del Nome della rosa che cita Bernardo di Cluny)

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Ofra Haza (עפרה חזה عفراء هزاع) – Adama (אדמה)

 L’Oriente, magico e misterioso, per noi è un qualcosa di infinito. Ofra Haza, regina d’Israele, ammalia e cattura con la sua voce e la sua arte percorrendo  letteratura e  lingua in  musica preziosa, incantando e  divenendo a metà degli anni ’80 un’artista internazionale. Eclettica donna che ha saputo coniugare la sua radice ebraico-yemenita con la capacità di abbattere muri e differenze con la potenza della sua voce e la collaborazione con altri autorevoli artisti del panorama mondiale.

 

אדמה – אני קשובה לקולך
אדמה – תמיד ולאן שאלך
אדמה – השביל בו אפסע הוא שבילך
אמא אדמה
 
אדמה – רגלי מהלכות יחפות
אדמה – פנייך חמות ועוטפות
אדמה – עיניים חומות בי צופות
אמא אדמה
 
הן באתי ממך, מחיקך, אדמה
ואת עתידה לשכך – אדמה
את כל כאבי, את לילותי, את ימי
עולם ומלואו לך מודה – אדמה
ואנו עצי השדה – אדמה
ממך ואלייך אם כל חי, אמציני
 
אדמה – נותנת פריה לכולם
אדמה – טובה ותמימה לעולם
אדמה – למדי נא את בנך האדם
אמא אדמה
 
הן באתי ממך, מחיקך, אדמה
ואת עתידה לשכך – אדמה
את כל כאבי, את לילותי, את ימי
עולם ומלואו לך מודה – אדמה
ואנו עצי השדה – אדמה
ממך ואלייך אם כל חי, אמציני
 
אדמה – נותנת פריה לכולם
אדמה – טובה ותמימה לעולם
אדמה – למדי נא את בנך האדם
אמא אדמה

 

 

Terra – Io presto attenzione alla tua voce
Terra – Sempre e dovunque vado
Terra – La strada che percorro è la tua strada
Madre Terra
 
Terra – Cammino a piedi nudi
Terra – Il tuo volto è caldo, accogliente
Terra – I tuoi occhi castani mi guardano
Madre Terra
 
Ecco, io vengo da te, dal tuo grembo – terra
E tu dai sollievo a ogni mio dolore – terra
Alle mie notti, ai miei giorni
Tutto il mondo ti rende grazie – terra
E anche noi alberi dei campi – terra
Veniamo da te e a te ritorniamo
Madre di ogni vita, dammi forza
 
Terra – Tu dai i tuoi frutti a tutti
Terra – Sempre buona e innocente
Terra – Istruisci tuoi figli, gli uomini
Madre Terra
 
Ecco, io vengo da te, dal tuo grembo – terra
E tu dai sollievo a ogni mio dolore – terra
Alle mie notti, ai miei giorni
Tutto il mondo ti rende grazie – terra
E anche noi alberi dei campi – terra
Veniamo da te e a te ritorniamo
Madre di ogni vita, dammi forza
 
Terra – Tu dai i tuoi frutti a tutti
Terra – Sempre buona e innocente
Terra – Istruisci tuoi figli, gli uomini
Madre Terra

Israele: donne di proprietà

Cosa pensereste di un marito che preferisce aggiustare la sua macchina, piuttosto che portare la moglie, che sta per partorire, in ospedale? E se vi dicessimo anche che il risultato di tanto egoismo è che il bambino è nato morto? Terribile. Eppure sono cose che capitano. Capitano ad esempio nel deserto del Neghev, in Israele. Sorvolando dall’alto questo fazzoletto del mondo, si notano tante piccole oasi abitate: sono i villaggi dei beduini. Non vivono in case, ma in grosse tende e dormono su materassi sparsi sulla sabbia all’ombra di larghe tele. Intorno alle tende corrono sempre dozzine di bambini, spesso figli dello stesso padre, ma non della stessa madre. E dentro le tende, vivono rinchiuse le donne beduine. Donne che, neanche a dirlo, sono considerate proprietà del marito. Già, una proprietà. E questa è la somma di una triplice forma di discriminazione:

  • innanzi tutto, queste donne sono musulmane, e all’interno della società ebraica israeliana, rappresentano una minoranza;
  • in secondo luogo, sono donne che vivono in una società fortemente patriarcale, dove mariti e padri hanno il completo controllo su di loro;
  • infine, vivono nel Neghev, una zona periferica, rispetto al centro di Israele, e lontana dalle zone industrializzate.

La donna beduina è la vittima di una tradizione molto forte, in cui la religione è mal interpretata. Tra queste donne, ci sono molte vittime distupri e incesti. Vittime che non hanno nessuno a cui rivolgersi, all’interno della comunità, e sicuramente non possono presentare denunce alla polizia, perché rischierebbero di essere uccise. Non deve stupire, quindi, che le donne beduine siano molto chiuse, difficilmente facciano capire le loro sensazioni e i loro stati d’animo: non sono abituate a parlare con stranieri, e quindi è difficile capire cosa le faccia star male. Molte di loro soffrono, ad esempio, di tumori al seno ma, nonostante il vicino ospedale Soroka di Beer Sheva abbia i macchinari per mammografia più avanzati al mondo, quasi nessuna si fa visitare: i mariti non vogliono che le proprie mogli vengano visitate da estranei. Certo, possiamo fare ben poco, per loro. Ma sicuramente parlarne è meglio che tacere!