L’antica rosa esiste solo nel nome: noi possediamo nudi nomi – Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus. (Umberto Eco, frase finale del Nome della rosa che cita Bernardo di Cluny)

Articoli con tag “nudo artistico

Quando l’erotismo era arte…


Atmosfera erotica


Corpo di donna


La privazione del tatto: l’anticamera del bondage

L’impossibilità di toccare è proprio uno dei piaceri alle radici della pratica del bondage. Scontato specificare che torneremo più e più volte sull’argomento, magari stimolati da qualche domanda specifica formulata proprio da voi, Menti Desiderose.

Limitare il tatto non significa indossare un paio di calze o di guanti pesanti, ma creare una situazione che vi stimoli a desiderare, ma al tempo stesso non vi permetta di interagire con esterno, col vostro corpo e quello del partner. Il classico gioco del “vorrei ma non posso”.

Un esercizio importante per elevare le vostre capacità amatorie e la sensibilità del corpo, nel dare e nel ricevere.

In effetti, nell’accettazione del bondage, il lasciarsi legare, c’è una valenza psicologica importante, un forte atto di fiducia, una prova d’amore che gratifica fortemente il partner. Vi state donando a lui. Non proprio come quando avete perso la verginità, ma quasi.

Avete presente quei test psicologici che si usano per verificare se c’è intesa all’interno della coppia, con lei che deve lasciarsi cadere a peso morto e lui che la deve sostenere prima che tocchi terra?

Ecco, lasciandovi legare, state facendo la stessa cosa. State rispondendo ad una domanda importante per voi e per il partner: quanto mi fido di lui? fino a che punto sono stanca dell’ “io sopra e tu sotto o io sotto e tu sopra”? fino a che punto sono disposta a mettere in discussione i limiti che mi sono stati inculcati?

Oltre alla valenza psicologica, ci sono poi l’aspetto fisico-erotico, e quello… atletico.

Con le mani legate dietro la schiena – la posizione più gettonata – gli state dando l’accesso incondizionato al seno, al pube, alle cosce, all’ano… Insomma, alle zone erogene più importanti. Una scorciatoia per mettere fine a tutte inibizioni. Ai “cosa penserà di me se io gli permettessi di…” “Chissà cosa sarebbe se…”

Pensate anche alla penetrazione. Spesso non è profonda come potrebbe. Con il bondage non avrete alcuna possibilità di… gestirla. Vi sentirete per la prima volta aperte come un girasole baciato dal sole a mezzogiorno!

Legate ad arte non potrete fare le riottose se il partner, preso dall’eccitazione, vi penetra con un dito il secondo canale, oppure vi strapazza un po’ più del solito i capezzoli. Se avete una bella ball-gag in bocca potrete al massimo mugugnare un po’. Tanto vale concedervi finalmente quei piaceri a cui, per stupide inibizioni e altrettanti stupidi tabù, vi siete finora negate.

Con le mani legate dietro la schiena infine, dovrete imparare a fare le cose diversamente.

Prendiamo ad esempio il rapporto orale. Quanto vi aiutate di solito con le mani? Quanto vi viene naturale stimolare il pene fino a masturbarlo per aiutarlo ad eiaculare?

Ora immaginate di poter utilizzare solo la lingua e le labbra. E’ sicuramente un po’ più stancante, ma l’atto durerà molto più a lungo e sarà incredibilmente più appagante, per entrambi.

Non ci sarà rischio inoltre di eiaculazione precoce, se lui saprà allontanare la vostra bocca dal glande ogni qualvolta sente che sta per venire anzitempo.

Il bondage in definitiva, è anche un modo per fare meglio l’amore. Proprio quello che fate già – lo spero per voi – tutti i giorni.


Desiderio di Bondage. L’erotismo delle corde

E’ forte l’erotismo che esercita l’arte del bondage sugli animi e soprattutto sui desideri femminili. Sempre più la fotografia, la moda e tutte le arti figurative strizzano l’occhio alle suggestioni legate a questo affascinante mondo e dal bondage trovano ispirazione. Ma intorno a questo universo fatto di corde, nastri, cuoio, latex e qualsiasi altra cosa che possa stringere, contenere, immobilizzare, legare, c’è ancora come un’ aurea di timore. Molte infatti, sono le donne desiderose di scoprire questo affascinante modo di amare, ma che, per paura di tutto quello che di negativo si associa spesso al mondo BDSM, abbandonano i  desideri e lasciano la voglia di legare o farsi legare ad alimentare solo le fantasie erotiche. Troppa confusione e troppa ignoranza, generata da una cattiva comunicazione, e soprattutto troppa inesperienza hanno fatto di questo mondo un universo da temere, da cui stare lontano se non si vuole finire in una pagina di cronaca.


Smoking in fashion


Seta nera


Seno in rosso


Scivola….


Schiena e corda


Osceni Sguardi


Nudo in rosso


Note sulla pelle


Nodi


In Auto


Lussuria in perle


Intimità


Justine, ovvero le disavventure della virtù

Goditi “Justine, ovvero le disavventure della virtù” on line

Un film di Jesus Franco. Con Klaus Kinski, Akim Tamiroff, Jack Palance, Sylva Koscina. «continua Romina Power, Maria Rohm, Rosalba Neri Titolo originale Marquis de Sade: Justine. Erotico, durata 124 min. – Italia 1969. – VM 18

Alle prese con professionisti del crimine e aristocratici assassini, la povera orfana Justine patisce oltraggi e peripezie di ogni genere, attaccata ostinatamente alla sua ingenua virtù. Diretto da un prolifico regista madrileno che, sotto vari pseudonimi (Jess Frank, Robert Zinnermann, David Kuhne, Clifford Brown, Toni Falt, Frarik Hollman, ma il cui vero nome è Jesús Franco) era capace di girare anche 8 o 9 film all’anno, è uno stravagante pasticcetto sadomaso. Ispirato al romanzo Justine, ou les malheurs de la vertu (1791) di Donatien-Alphonse-François de Sade (1740-1814).

Chiuso in carcere, il Marchese De Sade trascorre le giornate tra deliranti visioni che gli ispirano il manoscritto del romanzo dedicato alle avventure di Justine e Juliette, due giovani sorelle che vivono nella Francia del XVIII secolo.
Rimaste improvvisamente orfane, Justine e Juliette sono costrette ad abbandonare il collegio per procurarsi da vivere. Le loro strade a questo punto si dividono: la bionda e viziosa Juliette va a lavorare nel bordello di Madame de Buisson, a Parigi, e di lì fa fortuna passando di delitto in delitto, uccidendo senza esitare chiunque si ponga sulla sua strada, per diventare infine la mantenuta di un Conte.
La mora e virtuosa Justine invece si stabilisce a casa di Monsieur de Harpin, lavorando come sguattera, ma quando rifiuta le avances di Monsieur Desroches viene accusata ingiustamente di furto, mandata in prigione e condannata a morte.
Evasa in modo avventuroso al seguito della Dubois, la più celebre delinquente di Francia, Justine deve difendersi dalla foia degli accoliti della donna che l’ha salvata. Finché, durante una fuga, ha la fortuna di imbattersi nel romantico pittore Raymond, che la ospita nella sua casa.
Ricercata dalle guardie, Justine deve abbandonare il nido d’amore e nascondersi nel palazzo del marchese di Bressac, dove lavora come cameriera personale della marchesa. Il marchese, omosessuale, uccide la moglie e si libera della cameriera, che aveva messo a parte dei suoi progetti criminali, non prima però di averle impresso a fuoco sul petto la lettera “M”, che al tempo costituiva il marchio dell’infamia.
A Justine non resta che cercare ricovero in un convento, dove è accolta molto affettuosamente da fratello Antonello e dai confratelli. I frati tuttavia si rivelano ben presto un manipolo di sadici e iniziano a sottoporla a torture, come fanno da tempo alle altre giovani ospiti del convento.
Approfittando di un incendio, Justine riesce anche questa volta a fuggire, ma è intercettata dalla Dubois, che la costringe ad esibirsi nuda su un carro teatrale. Ma durante lo spettacolo, alla vista del marchio dell’infamia, il pubblico la addita come assassina. Justine è sul punto di essere arrestata, quando interviene a sorpresa la sorella Juliette, che la scorge da una carrozza e chiede al suo potente amante di farla liberare all’istante.
Così, concluse le rispettive avventure, Justine e Juliette si riuniscono e, grazie alle scelleratezze della sorella, Justine riesce anche a coronare il suo sogno d’amore, abbandonando la scena mano nella mano con il pittore Raymond, suo futuro sposo.

GENERE: Erotico
REGIA: Jesus Franco
SCENEGGIATURA: Peter Welbeck, Arpad De Riso
ATTORI:
Klaus Kinski, Romina Power, Maria Rohm, Rosemarie Dexter, Carmen de Lirio, Akim Tamiroff, Gustavo Re, Mercedes McCambridge, Mike Brendel, Harald Leipnitz, Horst Frank, Sylva Koscina, Howard Vernon, Jack Palance, Rosalba Neri, Jesus Franco, Serena Vergano, Gérard Tichy
Ruoli ed Interpreti

FOTOGRAFIA: Manuel Merino
MONTAGGIO: Nicholas Wentworth, Francesco Bertuccioli
MUSICHE: Bruno Nicolai
PRODUZIONE: AICA CINEMATOGRAFICA, AMERICAN INTERNATIONAL PICTURES, CORONA FILMPRODUKTION, ETABLISSEMENT SARGON
DISTRIBUZIONE: CIDIF
PAESE: Italia 1968
DURATA: 102 Min
FORMATO: Colore 35 MM, EASTMANCOLOR
VISTO CENSURA: 14


In mano


Guy Bourdin


Le mie mani


Carezze erotiche


Black and White


Assaporando bendata


Arancio


Alla finestra


A labbra aperte


Vasca


Troia


Sweet


Sexy


Nudo di donna


Fabrizia Tocchini: Nudo


Orgasmo


Perle ed intimità


Antonello Venditti : Che tesoro che sei


Erotismo in bianco e nero


Jacob Collins Pittore USA – Nudi di Donna


Renato Zero: Magari


Poesia Erotica: E batte un palpito (Annachiara De Pippo & Ezio Tullo)

Zitto!
In questo gioco
parli l’inguine:
vuol recitare alla tua bocca
il rosario 
dei miei appetiti.

Indecente 
una preghiera
ritrovi sulla mia lingua
l’orgia di sapori
e parole pagane, tutt’uno.

Sfuggente
geometria di cosce 
sbarra l’accesso 
ai petali vermigli,
dove ti voglio piegare
E inferocire.

Per respirarti
non dalle labbra rosa
ma da quelle infiammate, 
gocciolanti
e lasciarvi la mia retta 
all’infinito.

Spazzolo ciglia
in bacio di farfalla
arroccandomi
mela carnale
ai tuoi lombi

E non senti 
i muscoli contrarsi?
La pelle fremere?
Le dita premere
la tua nuca contro il fatale 
bassoventre?

È un’arma dolce
puntata in faccia
il tuo fucile
– testa di cobra –
Sotto il palato la canna
vibra,

quando la punta sputa
la sua gloria biancastra
concedimi il sonaglio fra le gambe
aperte
La mia testa scompare
in un triangolo d’ombra sudicia

La grotta 
protesa al delirio
felice
ingoia la carne esplosa
di luce
E batte un palpito.

E batte un palpito.
E batte.
E batte.


Tensione


Michael Nyman / Pietro Aretino: “Apri le coscie, acciò ch’io vegga bene”

Da “8 Lust songs”, su testi di Pietro Aretino (1492-1556)

Apri le coscie, acciò ch’io vegga bene
il tuo bel culo e la tua potta in viso;
culo da far mutar un cazzo d’aviso!
Potta che i cuori stilli per le vene. 
Mentre ch’io vi vagheggio egli mi viene
capriccio di pasciarvi a l’improviso,
e mi par esser più bel che Narciso
nel specchio ch’il mio cazzo allegro tiene.
– Ai ribalda, ai ribaldo in terra e in letto!
Io ti veggio, puttana! e t’apparecchia,
ch’io ti rompa doi costole del petto.
– Io te n’incaco, franciosata, vecchia,
che per questo piacere arciperfetto
intrarei in un pozzo sanza secchia.
E non si trova pecchia
ghiotta dei fiori, com’io d’un nobil cazzo,
e no ‘l provo ancho, e per mirarlo sguazzo.


Michael Nyman / Pietro Aretino :”Questo ca*zo voglio io”

“8 Lust Songs”is a setting by Michael Nyman of 8 pieces of a collection of vulgar poetry from Pietro Aretino’s I Sonetti Lussuriosi
Soprano : Marie Angel

Video: “L’educazione sentimentale di Eugénie” (Ita 2005) Dir. Aurelio Grimaldi, a film inspired by Marquis de Sade’ s “La Philosophie dans le boudoir”