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Potenza, Umanità E Trasformazione In Arancia Meccanica -‘A Clockwork Orange’

Basato sull’omonimo romanzo di Anthony Burgess del 1962 ,  A Clockwork Orange (dir. Stanley Kubrick ) segue Alex DeLarge – un adolescente i cui interessi principali sono lo stupro, l’ultraviolenza e Beethoven . Incontra i suoi “droog” ( Nadsat / gergo per “amici”) al Milk Bar di Korova per bere la bevanda allacciata, solo per farsi sorprendere a furto di macchina a tarda notte, combattimenti tra bande, cantando sotto la pioggia e casa irruzioni successive. Quando i suoi droog si voltano verso di lui e viene arrestato, ad Alex viene assicurato che vuole diventare bravo attraverso la Tecnica Ludovico. La procedura di lavaggio del cervello è “efficace” e all’inizio i risultati sembravano soddisfacenti. Tuttavia, dopo essere tornato nel mondo che lo odia, viene costretto a suicidarsi. Alex viene quindi mandato in ospedale dove torna ad avere una mentalità malvagia, e il film termina quando Alex lascia il pubblico con una delle battute più inquietanti della storia del cinema.

Il titolo

Straordinario soprattutto è il titolo apparentemente illogico del film. Burgess definisce un ‘”arancia meccanica” come “[che ha l’aspetto di un organismo adorabile con il colore e il succo, ma in realtà è solo un giocattolo di un orologio che deve essere avvolto da Dio o dal Diavolo o (poiché questo sta sostituendo sempre più entrambi) l’Onnipotente Stato.” In questo caso, Alex è l’arancia meccanica, mentre la tecnica Ludovico dello Stato lo carica e deduce il suo libero arbitrio. Il film è una dichiarazione contro il controllo, che mostra quanto troppo ci porti via dalla nostra umanità. Con il tentativo di suicidio di Alex e l’incapacità di diventare buono, Kubrick sta dicendo che un essere umano senza qualità umane interiori semplicemente non può esistere.

L’ultra-violenza

Il primo atto di ultraviolenza è di Alex e dei suoi droog quando picchiano un senzatetto. L’uomo esclama: “È un mondo puzzolente perché non c’è più legge e ordine. È un mondo puzzolente perché permette ai giovani di entrare nel vecchio come hai fatto tu ”. Questa scena viene utilizzata principalmente per stabilire com’è la loro società e dimostrare la natura a sangue freddo di Alex. Dal momento che è solo la seconda scena del film, il pubblico è facilmente scioccato ma si abitua facilmente alla violenza che verrà. Nel 1971, il pubblico fu completamente sorpreso da questa scena. Tuttavia, il pubblico moderno non è così scioccato; questo dimostra il genio di Kubrick. La scena era considerata violenza rivoluzionaria quando è venuta fuori per la prima volta, ma con una crescente quantità di violenza in televisione e nei film oggi,  Clockwork serve come base per il confronto con tutti i film futuri. Inoltre, la società sta diventando desensibilizzata alla violenza, e il  Clockwork ne è un’analogia completa. In altre parole,  A Clockwork Orange  è l’affermazione di Kubrick sulla nostra società, e non è lontano dalla realtà.

 

L’atto più terrificante e inquietante dell’ultra-violenza – probabilmente per l’eternità – è la scena ” Singing In The Rain ” (fatto divertente: l’attore Malcolm McDowell l’ha  improvvisato). Alex fa irruzione nella casa di uno scrittore, quindi inizia a violentare la moglie dello scrittore mentre canta il classico di Gene Kelly con i suoi droog che calmano lo scrittore allo stesso tempo. Alla fine della scena, vediamo esattamente dal punto di vista dello scrittore, guardando proprio sua moglie nuda che è tenuta ferma. Alex poi guarda direttamente la telecamera, dicendo “Viddy bene, fratellino.”

L’ultimo scatto è ciò che rende la scena così terrificante e intensa mentre diventiamo una persona senza potere. A causa di ciò, possiamo in seguito simpatizzare con Alex quando torna nella società dalla prigione e viene trattato come sudiciume.

 

Quando Alex ascolta i piani dei suoi droog di sorpassare il loro “leader” (che è lo stesso Alex), pratica l’ultra violenza su di loro nella scena iconica di Flat Block Marina , diventando successivamente superiore.

Il potere di Alex gli dà la possibilità di trasformare i suoi droog e praticare la violenza. Al contrario, i suoi droog seguono il leader perché non vedono altra scelta. Alex è paragonabile a un re, mentre i suoi droog sono i suoi sudditi.

 

L’ultimo atto di ultra-violenza di Alex prima di andare in prigione si svolge nella ricca casa della gatta. Alex funge da ladro di gatti e si intrufola attraverso un livello superiore, dove scopre che la gatta è molto resistente. Usa un’opera d’arte – una scultura del pene – per stuzzicare la furiosa gatta e ucciderla inavvertitamente. Ora che l’opposizione di Alex è più potente (rispetto ai suoi droog), la ferisce e la uccide per prosciugare il suo potere. Allo stesso modo, il potente leader di una nazione può mantenere il suo potere togliendo quello di tutti gli altri.

Non sapeva, i droog di Alex gli avrebbero frantumato un vasetto di latte in faccia e lo avrebbero ferito quando sarebbero arrivati ​​i poliziotti, lasciandolo lì da solo per essere portato in prigione. A questo punto, il pubblico è soddisfatto che Alex abbia ottenuto ciò che meritava. Tuttavia, la sensazione di tradimento è così potente che il pubblico non può fare a meno di provare compassione per lui. I nostri sentimenti divisi su Alex lo rendono uno dei personaggi più iconici e interessanti mai catturati nel film.

La prigione

La prigione di stato 84F, o “staja” come viene chiamata da Alex, è il luogo in cui il fedele narratore del film sconta la sua pena. Viene immediatamente messo a nudo e le sue cose vengono prese. Successivamente, sarà chiamato solo 655321 (il suo numero di prigione) da detenuti e ufficiali. L’identità di Alex è presa dai poteri della polizia; tuttavia, è ancora umano e non completamente controllato. Viene semplicemente represso nel tentativo di essere trasformato dalle persone al potere.

 

I detenuti più anziani suggeriscono che vogliono violentare Alex. Ora che non è superiore, Alex non può punire simili detenuti; questo riflette i ruoli nella scena di Flat Block Marina, con i vecchi detenuti che sostituiscono i droog. Questa volta, tuttavia, Alex non è in grado di riguadagnare la sua superiorità.

 

Alex viene infatuato dalla Bibbia, che è un fattore che contribuisce al suo status di detenuto modello. Tuttavia, è solo interessato all’omicidio, allo stupro e alla tortura che caratterizza. Grazie al potere della Bibbia, il cappellano della prigione crede che Alex si sia trasformato, quindi gli consente di sottoporsi alla Tecnica Ludovico.

La tecnica Ludovico

Alex è in una camicia di forza legata su una sedia con specula che tiene le palpebre aperte per guardare immagini violente per un lungo periodo. Nel frattempo, il medico pompa farmaci che inducono alla paura per creare per Alex un’associazione negativa con tali immagini. Alex sarà evitato quando pensa o sperimenta atti malvagi.

L’immagine è molto raccapricciante, assomiglia alla tortura piuttosto che all’aiuto. Alex urla “No. No! NO! Smettila! Smettila per favore! Ti scongiuro! Questo è peccato! Questo è peccato! ” Lo spettatore non può fare a meno di provare compassione per lui poiché viene trattato come un esperimento scientifico piuttosto che come un essere umano.

Attraverso questo condizionamento, Alex viene totalmente controllato per pensare a come lo Stato ritiene opportuno. Pertanto, viene trasformato in “un’arancia a orologeria” e manipolato per avere morale. Alex perde il suo libero arbitrio, nel senso che perde una delle qualità di base di un essere umano. Quindi, perde potere. Il male di Alex viene sconfitto attraverso il metodo immorale di condizionamento, e ciò che lo Stato considera “buono” in realtà risulta negativo quando ritorna nella società.

Il ritorno alla società

“Rilasciato” dal controllo, Alex ritorna nella società dopo essersi sottoposto essenzialmente al lavaggio del cervello. Non verrà più chiamato 655321, ma non è ancora Alex. In primo luogo, visita la sua casa dove viveva con i suoi genitori, solo per scoprire che un roomer ha preso il suo posto. Pee and Em (Pa e Ma) ora hanno paura di Alex e lo considerano una persona orribile dopo aver realizzato quello che ha fatto.

 

Successivamente, Alex vaga per le strade e inciampa sul senzatetto che lui ei suoi droog hanno picchiato prima. Alex è riconosciuto, quindi l’uomo e una folla di senzatetto lo picchiano come vendetta. Dato che Alex non ha il controllo per reagire con la violenza, deve arrendersi alla reazione.

 

Alex viene quindi salvato da due poliziotti, che si rivelano essere due dei suoi ex droog. Alex viene portato contro la sua volontà nei boschi dove i suoi droog torturano e cercano di affogarlo.

Con nuove posizioni di autorità, i suoi droog sono fuggiti dal comando di Alex e hanno scelto di trasformarsi in poliziotti. I droog sono ora potenti, specialmente considerando l’attuale stato di Alex, e possono scegliere da soli. L’attuale mancanza di libertà di Alex riflette il passato dei suoi droog.

 

Con il sangue su tutto il viso, Alex striscia fino alla casa più vicina, che è anche quella dello scrittore di cui ha violentato la moglie. Lo scrittore, ora su una sedia a rotelle, non riesce a riconoscere Alex e quindi lo porta dentro. Alex quindi fa un bagno e canta “Singin ‘in the Rain”, che canta anche quando ha violentato la moglie dello scrittore.

Questo dà l’identità di Alex allo scrittore, lasciandoci con uno dei più spaventosi sguardi di Kubrick in tutto il lavoro di Kubrick. Il fatto che sua moglie sia morta a causa del presunto trauma dello stupro rende l’immagine molto più spaventosa:

 

La mattina dopo, lo scrittore tratta Alex per una colazione. Insolitamente inquietante, osserva Alex mangiare. L’autore gli dice: “Prova il vino!”.

Alex lo fa e presto perde conoscenza.

 

Alex si sveglia in un’altra stanza e lo scrittore lancia la nona sinfonia di Beethoven da un livello inferiore. Avendolo letto nelle notizie, lo scrittore è consapevole dell’avversione di Alex nei confronti di Beethoven della tecnica Ludovico. Usa tale conoscenza a suo vantaggio e per dargli potere. In altre parole, è stato trasformato da uno storpio in qualcuno che forza il dolore insopportabile di Alex. Alex cerca di scappare dalla stanza, ma invano. Alla fine apre la finestra e salta giù, cadendo dritto a terra.

Il finale

La fine di A  Clockwork Orange ha Alex in ospedale dopo aver tentato di uccidersi. Ora che è libero dal lavaggio del cervello del governo, un funzionario del governo lo visita, facendo un accordo per coprire la responsabilità dello Stato per il suo tentativo di suicidio.

Il governo è considerato una delle entità più potenti. Nel frattempo, Alex è in una delle condizioni meno potenti su un letto d’ospedale. Tuttavia, Alex è superiore e prende il controllo. Il benessere del governo dipende dall’accordo di Alex con l’accordo per nascondere la storia. Pertanto, in questa situazione, Alex può cambiare il governo, parallelamente a come il governo lo ha cambiato.

 

Il colpo di chiusura di  Clockwork mostra che Alex fa sesso con due ragazze circondate da un’ambientazione nuziale e gente di classe che applaude. Contrariamente allo stupro, Alex immagina un metodo più “corretto” di piacere sessuale e ha “maturato”.

Questo è il punto in cui recita la frase finale di Alex. “Ero guarito, va bene” è pensato per essere un po ‘sarcastico, dato che la visione del sesso “curata” di Alex non è ancora né realtà né ciò che si potrebbe considerare “bene”. Allo stesso tempo, la sua cura è che è libero dal controllo e in grado di ripensare a se stesso, tornando al suo vero io. Avere una mentalità disturbata è meglio che essere condizionati a non farlo.

 

Alex è stato guarito dal suo io condizionato dal governo, ma non è stato guarito dal suo vero io. E va bene


Arthur Schnitzler – Doppio sogno – (audiolibro)


Lolita (1962): Nabokov & Kubrik

Goditi “Lolita” on line

Lolita

Dal romanzo (1955) di Vladimir Nabokov: intellettuale cinquantenne si fa mettere i sensi in fantasia da un’aizzosa quattordicenne e, per starle vicino, ne sposa la madre vedova. È una passione senza speranza, un gorgo nel quale sprofonda fino all’omicidio. Poco apprezzato dalla maggior parte dei pedanti critici dell’epoca, il 1° film britannico di Kubrick migliora ogni anno che passa: anche a livello stilistico e drammaturgico, la scrittura filmica rivela le sue qualità, reggendo il confronto con la capziosa prosa di Nabokov. Più che un dramma, è una inventiva e persino divertente commedia nera in cui si riconoscono diversi temi del successivo cinema kubrickiano. Recitazione ad alto livello con un Sellers straordinario nel suo proteiforme istrionismo. Durante le riprese la Lyon aveva 13 anni, ma col suo sessappiglio ne dimostrava 3 o 4 in più. Ridistribuito in Italia nel 1998.

Rifatto nel 1997.AUTORE LETTERARIO: Vladimir Nabokov

Un film di Stanley Kubrick. Con James Mason, Shelley Winters, Sue Lyon, Gary Cockrell, Jerry Stovin.

Peter Sellers, Diana Decker, Lois Maxwell, Cec Linder, Bill Greene,Shirley Douglas, Marianne Stone, Marion Mathie, James Dyrenforth, Maxine Holden, John Harrison

 Drammatico, Ratings: Kids+16, durata 152′ min. – Gran Bretagna, USA 1962.MYMONETRO

Questo Stanley Kubrick nel film “lolita” tocca un tema universale: fin quando l’amore, i sentimenti , il desiderio, il sesso con minori sono giustificabili?Quando tali approcci divengono pedofilia e quindi attività perseguibile penalmente? Quale è lo spartiacque fra un sentimento possibile e quello aberrante?
La risposta richiede prima una collocazione culturale: le differenti età non contano in molti paesi indiani ed islamici ma anche in molti paesi poveri: la differente età viene vista anche per la donna come occasione di” maggior sicurezza sociale”.
C’è chi  ribatterà dicendo: ma in questi paesi la donna è sottomessa , quasi schiavizzata, esautorata di potere decisionale..
Si è vero. Vorrei ora parlare di questo problema con il cuore. E’possibile che due si amino “senza carta di identità”? La nostra risposta e sì: però si ama solo una donna ,non una bambina , e donna cioè colei che ha oramai fisicamente ed sessualmente tutti i comportamenti e richiami sessuali in senso lato; colei che ,avendo un fisico da donna, anche se ancora molto giovane, ha in se tutti i richiami normali che possono risvegliare un uomo.
La tutela giuridica della parte più debole, nel nostro caso la minore, è giustificata dal timore, anzi dalla certezza che la volontà di una ragazza può essere “coartata per mancanza di consapevolezza”. Bene, anche se so che troverò dissenzienti,affermo.,da uomo libero ,che l’amore vero ,raramente è possibile anche per una minore. L’amore è un energia che comanda l’intero universo: ma la società giudica, condanna, imprigiona libertà, anche se pulite, fissando regole rigide, “indiscutibili”: l’amore di un maggiorenne con una minore è reato e va perseguito ma se è amore vero e  libera scelta? Per tornare al film del grande Kubrick la risposta a questo tema è drammatica: “il tempo separa e quindi non unisce: l’amore tra generazioni diverse è sempre drammatico” Jams Meson e Sua Lyon non potranno mai unirsi perché il gioco delle parti non lo consente e neppure la società lo vuole.


Eyes Wide Shut – Stanley Kubrick

Il film che chiude la carriera cinematografica di Kubrick costituisce anche la più enigmatica delle sue opere. Costruito sull’intreccio di psicologia e racconto giallo, Eyes Wide Shut deve la propria origine alla novella Doppio Sogno di Arthur Schnitzler, alla quale si mantiene sostanzialmente fedele, allontanandosene per quanto riguarda solo il significato criptico del messaggio.

Goditi “Eyes wide shut” on line

Piccole variazioni al racconto dello scrittore viennese fanno così la differenza per giungere all’esito di un racconto dai risvolti inquietanti ed ambientato in quella tragica realtà contemporanea che vede il diffondersi di un morbo di origini misteriose come l’aids.

William Bill Harford è un giovane medico newyorchese, felicemente sposato con Alice e padre di una bambina. Come tutti gli anni, in prossimità del Natale, si reca al ricevimento in casa di Ziegler, un grosso magnate della città che ha in cura presso il suo studio. E’ qui che Bill, durante una pausa dell’orchestra, ha la piacevole sorpresa d’incontrare Nightingale, allegro compagno dei tempi dell’Università, che si dedica ora alla professione di musicista. Dopo la serata da Ziegler, Nightingale si esibirà per tutta la durata delle feste di Natale a New York, dove chiede all’amico di rintracciarlo al locale Sonata.

Mischiati agli altri invitati, i due coniugi si sono intanto persi di vista. Mentre Alice subisce così le spietate attenzioni di un uomo di mezza età, William si concede al fascino di due modelle che promettono di condurre il medico “fin dove finisce l’arcobaleno”. La piacevole conversazione con le due ragazze è tuttavia interrotta da un maggiordomo che chiede a Bill di recarsi al piano superiore, dove lo attende il padrone di casa. Recatosi da Ziegler, egli deve intervenire in soccorso della giovane amante di questi, che giace nuda su una poltrona del bagno, stordita da un cocktail di sostanze stupefacenti. Naturalmente Ziegler esprime tutta la sua riconoscenza al medico e contando sulla sua discrezione dice che non si scorderà del favore.

La sera del giorno seguente, dopo le consuete occupazioni, i due coniugi, sotto gli effetti di uno spinello di cannabis, commentano i loro incontri durante il ricevimento di Ziegler. Dallo scambio di battute nasce però una schermaglia coniugale, in cui marito e moglie cercano reciprocamente di ingelosirsi. Bill dichiara di essere perfettamente sicuro della fedeltà della moglie. Ma è proprio questa affermazione ad indispettire Alice, che rivela al marito di avere provato una irresistibile attrazione per un ufficiale di marina incontrato durante le ultime vacanze. Anche se non le aveva rivolto che uno sguardo, la donna dice che sarebbe stata disposta a sacrificare tutta la sua vita passata e presente, sua figlia compresa, pur di trascorrere una sola giornata con quell’uomo.

Profondamente turbato dalla confessione di sua moglie, Bill è costretto nel pieno della notte a raggiungere il capezzale di un suo assistito. Mentre si trova in macchina, egli riflette amaramente sulle parole di Alice e la sua mente è attraversata da turpi immagini erotiche di sua moglie e del marinaio.

Quando arriva a destinazione, apprende che il malato era già deceduto. La figlia ha voluto avere Bill accanto a sé per conforto, in quanto gli rivela di essere da tempo innamorata di lui. Bill tuttavia non contraccambia le attenzioni della donna e dopo averla lasciata in compagnia del fidanzato si allontana a piedi verso casa.

Mentre cammina immerso nei suoi pensieri, incontra una prostituta che lo invita a salire in casa. Quando sono però in camera da letto una chiamata di sua moglie sul cellulare lo fa desistere dal suo proposito, riconducendolo a vagabondare per strada. Così, davanti alla vetrina di un locale notturno, vede la foto di Nightingale ed entra per salutare l’amico, in compagnia del quale si ferma per fare quattro chiacchiere e per bere qualcosa. Questi gli racconta che la sua serata non è ancora finita. Infatti, alle due di notte dovrà esibirsi in un club privato di cui non conosce ancora l’indirizzo. Glielo comunicano di volta in volta, perché ogni sera è un luogo diverso e inoltre deve suonare con gli occhi bendati. L’ultima volta, però, non l’avevano bendato bene e qualcosa ha intravisto: donne bellissime, che superano qualsiasi fantasia erotica.

Bill prega l’amico di condurlo con sé. Ma Nightingale dice che è impossibile. Per farsi riconoscere, ci vuole un termine convenzionale. Nel frattempo, gli giunge una telefonatae su un tovagliolo di carta scrive una parola, che Bill ha modo di leggere. Ora, la parola ce l’ha. Ma Nightingale si rifiuta di indicargli il luogo convenuto. Non ci può comunque andare, perché i partecipanti vi arrivano ogni volta in costume e maschera per non essere riconosciuti.

Sempre più incuriosito dalla faccenda, Bill dice all’amico che lì vicino abita un suo paziente, che guarda caso affitta proprio costumi. Anche se lo dovrà svegliare in piena notte, non potrà rifiutargli il favore. Cedendo alle insistenze dell’amico, Nightingale si decide così a comunicargli il luogo dell’incontro ed infine si lasciano.

A pochi isolati dal bar Sonata, Bill raggiunge un negozio di costumi, che per insegna ha curiosamente un Arcobaleno. Simbolo di passaggio che rappresenta l’unione tra cielo e terra, spirito e materia, esso era stato evocato anche dalle due modelle al ballo di Ziegler. A questo punto, Bill scopre con disappunto che il padrone del negozio non è più il cliente del suo studio medico. In ogni caso, per una lauta somma di danaro, riesce a convincere il nuovo proprietario a fornirgli quanto gli serve.

Mentre accompagna il dottore a ritirare il suo abito nel magazzino questi sorprende due uomini che stanno approfittando di sua figlia, un ragazza minorenne con dei problemi psichici. Dopo aver chiuso a chiave i due individui in attesa di denunciarli alla polizia, il negoziante consegna abito e maschera a Bill, che si allontana in taxi per raggiungere il luogo dell’appuntamento.

avanti al parco di una villa signorile si ferma e chiede al taxista di attendere fino a quando non tornerà. Quindi si avvia verso il cancello d’ingresso, dove due sorveglianti gli chiedono la parola d’ordine. La parola è Fidelio (nel racconto di Schnitzler era Danimarca).

Una macchina lo accompagna alla villa. Entratovi, è nuovamente richiesto della parola d’ordine e finalmente introdotto nel salone di ricevimento. Qui si trova davanti a una specie di cerimonia. Si tratta di un rito di magia sessuale celebrato da un gerofante in costume rosso e maschera , che agita un turibolo ed un bastone.

All’interno del cerchio magico disegnato sul pavimento da un faro, il gerofante si muove con passi precisi, eseguendo una circumambulazione rituale intorno alla circonferenza su cui stanno 11 donne anch’esse mascherate. Dopo che per tre volte picchia la bacchetta magica a terra, queste si prostrano ai suoi piedi e si rialzano, togliendo i mantelli che nascondono le loro nudità. Un quarto ed un quinto colpo sono il segnale perché entrino nel cerchio magico e s’ inginocchino al suo cospetto. Dopo che si sono reciprocamente baciate, il mago si accosta alla ragazza che sta alla destra di una donna con piume corvine e batte un colpo davanti a lei, che si allontana dal cerchio. La stessa cosa fa con la sua compagna a sinistra della donna corvina. Poi di nuovo con l’altra ragazza a destra e l’altra ancora a sinistra, per un totale di dieci colpi. L’undicesimo colpo (il numero 11 si ripete per la seconda volta) batte davanti alla donna piumata, che esce con noi di scena, mentre la cerimonia prosegue. E’ un rito di magia simpatica. Le donne devono congiungersi coi presenti per trasmettere loro l’energia che hanno accumulato all’interno del cerchio. Ciascuna di loro si sceglie un compagno. La donna piumata si allontana con Bill, ma quando sono nel corridoio lo avverte: “Cosa crede di fare? Lei qui non c’entra per niente …se ne deve andare subito … è in grave pericolo e deve allontanarsi da qui finché è in tempo.”

Intanto, sopraggiunge un’altra maschera che allontana con una scusa la donna piumata da Bill. Rimasto solo, questi percorre le stanze e i corridoi della villa, dove assiste a dei rapporti sessuali che superano ogni sua fantasia erotica. Infine, viene di nuovo raggiunto dalla donna piumata, che nel frattempo l’ha cercato ovunque.

Ancora una volta lo avverte che deve andarsene e che la sua vita è in pericolo. Poi si allontana, mentre arriva di corsa un maggiordomo, che chiede a Bill se il taxi che attende all’ingresso della villa sia suo, in quanto l’autista ha chiesto urgentemente di parlare col passeggero. Seguendo il maggiordomo che gli fa strada, Bill si ritrova nel salone d’ingresso. Con sua meraviglia, vede che tutti i convenuti sono lì ad attenderlo. Tutti attorno al cerchio magico, al centro del quale domina la figura del gerofante, che è seduto su di uno scranno pontificale sormontato da una tiara sorretta da un’aquila bicipite.

Dalla soggettiva che fotografa nello sguardo di Bill il mago in procinto di celebrare il suo rito a quella che lo ritrae sul trono, sono trascorsi esattamente undici minuti (il numero 11 si ripete per la terza volta). Tanto tempo è durata appunto l’ “iniziazione” di Bill.

Ora che è stato scoperto, rischia però la vita. Ma a salvarlo interviene la donna piumata: “Prendete me – dice – Io sono pronta a riscattarlo.” Avvertito di non rivelare a nessuno ciò che ha visto o udito, a rischio dell’incolumità sua e della sua famiglia, Bill può lasciare senza danno la villa.

A casa, sua moglie dorme profondamente, ma è scossa da una risata isterica. La sveglia e lei gli racconta il sogno … e di nuovo nella mente di Bill spunta un sentimento di amarezza e rancore nei confronti di sua moglie, che ha sognato di tradirlo.

Il giorno dopo, passando a riconsegnare l’abito preso in prestito, cerca di rintracciare l’amico Nigthingale, ma il locale dove si esibisce è chiuso. Saputo l’indirizzo dell’albergo dove alloggia vi si reca, ma il portiere gli dice che Nigthingale è partito di mattina presto, appena rientrato, scortato da due energumeni che, a giudicare da qualche livido che portava sul viso, l’avevano trattato anche male. Quando poi riconsegna l’abito, l’affittacostumi si accorge che manca la maschera. Qualche dollaro in più risolverà il problema, come l’ha risolto coi due individui che insidiavano sua figlia …

Ma Bill non è contento di come sono andate le cose la sera precedente. Vuole fare alcune indagini. Si reca alla villa e davanti al cancello si accorge che una telecamera lo sta spiando. Pochi secondi dopo arriva una macchina e ne scende un vecchio dallo sguardo severo, che gli consegna una lettera. E’ l’ultimo avvertimento.

E’ sera. Col pretesto di farle un regalo, Bill va a trovare la prostituta che lo aveva abbordato. Non c’è, ma trova la sua coinquilina che gli racconta come la ragazza sia risultata positiva al test dell’aids e si sia fatta ricoverare in clinica.

Con la testa affollata di pensieri, Bill passeggia per strada e si accorge di essere pedinato da un uomo. Acquista un giornale e s’infila in un bar. Qui una notizia attira la sua attenzione: un’ex regina di bellezza è entrata in coma in seguito a un’overdose. L’indomani la cerca nella clinica dov’è stata ricoverata, ma gli dicono che la giovane è nel frattempo deceduta. Spacciandosi per il suo medico,chiede di vedere il cadavere, ma non riesce a capire se si tratti o meno della donna piumata. Mentre lascia la clinica, una telefonata lo convoca a casa di Ziegler.

L’amico gli vuole parlare di una faccenda che lo riguarda personalmente. La notte scorsa, alla villa, c’era anche lui. E adesso lo avverte che deve smetterla di fare indagini. Gli ha messo un uomo alle costole per vedere che iniziative avrebbe preso. Non può mettersi contro quella gente… Se conoscesse i loro nomi non potrebbe che rabbrividire. E, in fondo, non è successo nulla. Quando si sono accorti che Nightingale aveva parlato, si sono affrettati a rispedirlo a casa, magari con qualche livido, ma sano e salvo.

Però Bill vuole sapere della donna piumata. Che fine ha fatto? Ziegler risponde che deve prendere tutto come una sciarada, è stato un gioco, una messa in scena per farlo tremare di paura, nient’altro. Ma il ritaglio di giornale che Bill mostra all’amico non è uno scherzo, perché la ragazza di cui si parla si trova ora all’obitorio.

Ziegler ammette, la ragazza morta era la stessa che lui aveva soccorso alcuni giorni prima, al ricevimento. Sarebbe comunque successo. Era inevitabile. Era una drogata, una puttana. Il prezzo della civiltà e della società dei cosiddetti “onesti” vuole dei capri espiatori, ma forse l’ingenuo Bill non è consapevole di questo.

Al suo ritorno a casa trova così ad attenderlo un terzo ed inquietante avvertimento. Accanto al cuscino dove sua moglie sta dormendo ricompare come d’incanto la maschera che aveva perso. William scoppia in un pianto che ridesta sua moglie, a cui confesserà tutto fino al perdono.

Scrive Kenneth Anger in Hollywood Babilonia (Milano 1996, p. 6) che in alcuni appunti del 1916 di Aleister Crowley i cinematografari americani sono descritti “come una banda di maniaci sessuali pazzi di droga”. Per la cronaca, il noto mago occultista Aleister Crowley, che amava firmarsi come La Grande Bestia, millantando un improbabile credito, era stato definito come l’uomo più perverso di questa terra.

Che per le scene di magia sessuale Kubrick abbia tratto ispirazione da lui e non dai cinematografari di Hollywood ci sembra pertanto rassicurante. Lo spirito che aleggia in queste scene di Eyes Wide Shut è appunto quello di Magick, un libro sulla magia di Aleister Crowley, che ha voluto rimarcare in modo simbolico l’argomento da lui trattato aggiungendo alla normale ortografia di Magic una k, undicesima lettera dell’alfabeto. L’undici è infatti un simbolo di magia e come tale compare in Eyes Wide Shut per ben tre volte.

Oltre a Magick, un’altra chiave di lettura per comprendere il film è costituita dal Fidelio di Beethoven, che è la sola opera lirica che egli abbia mai musicato in tutta la sua vita. Fidelio è come abbiamo visto la parola convenzionale che dà l’accesso alla villa dei Misteri. Ma il Fidelio è stata anche un’opera invisa ai potenti, in quanto, col pretesto di parlare della fedeltà coniugale, allude ad un potere di natura dispotica che incarcera gli innocenti. Se si tratti poi del potere dispotico di Napoleone o di quello dell’imperatore d’Austria non lo si è mai capito.

Quel che si può congetturare nel caso di Kubrick è che il cattivo Demiurgo della nostra epoca risiede inequivocabilmente in America ed è il potere occulto delle tre K, un potere occulto di gradi 33 (11+11+11).

Titolo originale:             Eyes Wide Shut

Nazione:             Gran Bretagna

Anno:             1999

Genere:             Drammatico

Durata:             2h

Regia:             Stanley Kubrick

Sito ufficiale:             http://www.eyeswideshut.com

Sito italiano:             http://www.warnerbros.it/film/f7/totale.htm

Cast:             Tom Cruise, Nicole Kidman, Madison Eginton, Sydney Pollack, Leelee Sobieski, Jackie Sawris, Marie Richardson, Leslie Lowe, Todd Field,

Produzione:             Stanley Kubrick

Distribuzione:             Warner Bros

Uscita prevista:             ottobre 1999


La maschera e l’erotismo

Quante volte si è sentito dire, quando si parla di sesso o, più in generale di erotismo la famosa frase: “Gettiamo la maschera”, come se essa costituisse una sorta di impedimento, di inibizione, di pregiudizio nei confronti di una cosa che è di fondamentale importanza per il rapporto uomo-donna e anche per la continuazione della specie. L’eros è stato nella storia dell’umanità, soprattutto con l’avvento del cristianesimo, un motivo di tabù, e si è cercato di coprirlo, di “mascherarlo” per l’appunto.

Ma la maschera può essere anche una componente dell’eros, o meglio, un elemento erotico di grande potenza evocatrice: un grande esempio è nell’ultima fatica di Stanley Kubrick Eyes Wide Shut, nella scena del festino-orgia, ma questo ha origini nelle fantasie erotiche ed anche perverse dell’animo umano: in molti film pornografici gli interpreti sono mascherati. Ora, la domanda sorge spontanea: perché?

Le risposte sono molteplici. Vedere un corpo nudo, ben fatto, proporzionato, provoca nell’altro sesso un’attrazione, un desiderio di volersi unire sia carnalmente che spiritualmente con l’Altro. La maschera gioca un duplice ruolo: il volto, e in particolare gli occhi sono lo specchio dell’anima di una persona. Il fatto che questa parte di essa sia coperta, nascosta mentre il resto è esposto genera una doppia attrazione sia sessuale che di curiosità, anche perché il vero erotismo non è mostrare la nudità in quanto tale, ma esporla e nasconderla contemporaneamente, e lo stesso vale per la maschera, perché cela il volto ma è essa stessa un volto: un qualcosa che si fa vedere per nascondere un altro qualcosa.

Nella maggior parte dei casi, soprattutto nel caso dei benpensanti, questo è il risultato di morbose fantasie erotiche, ma la maschera ha anche una funzione catartica: spesso e volentieri in teatro la recitazione è solo voce e al massimo espressioni facciali se non smorfie. Ma il resto del corpo? Ed è proprio qui che entra in gioco la maschera: essa restituisce al corpo la sua integrità, la sua neutralità e la sua espressività, prerogativa fondamentale per il lavoro attoriale ed artistico.