L’antica rosa esiste solo nel nome: noi possediamo nudi nomi – Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus. (Umberto Eco, frase finale del Nome della rosa che cita Bernardo di Cluny)

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Franca Rame:

Documenti sullo stupro di Franca Rame dagli archivi di “Repubblica”

 

Rame, Franca. – Attrice italiana (Parabiago 1929 – Milano 2013). Figlia d’arte, debuttò giovanissima nella compagnia girovaga del padre. Passata alla rivista nel1948, incontrò D. Fo, divenuto poi suo marito, nello spettacolo di cabaret Il dito nell’occhio (1953). Dal 1958 è stata protagonista delle numerose commedie scritte da Fo. Si è imposta con una recitazione estrosa ed aggressiva, passando con disinvoltura dalla satira spregiudicata di La signora è da buttare (1967) ai toni sarcastici del Fabulazzo osceno (1981), alla didattica semiseria di Sesso? Grazie, tanto per gradire (1994); come attrice e autrice (sempre in collaborazione con Fo) ha trattato con coraggio e polemica la condizione femminile (Tutta casa, letto e chiesa, 1978; Coppia aperta, 1984; Parliamo di donne, 1991). Dei successivi lavori si ricordano: Il diavolo con le zinne (1997),spettacolo comico grottesco, in cui ha affiancato G. Albertazzi; Marino libero! Marino è innocente! (1998), rivisitazione polemica del caso Sofri; Lu santo jullare Francesco (1999), monologo sulla figura del santo di Assisi. Nel 2009, insieme a D. Fo, ha scritto l’autobiografia Una vita all’improvvisa. Nel 2006 è stata eletta al Senato con la lista Italia dei Valori, esperienza conclusasi nel 2008 che l’attrice ha descritto nel testo In fuga dal Senato, pubblicato postumo nel 2013.


Sognare di essere violentata

L’aggressione sessuale e le emozioni amplificate e drammatiche del sogno seguente, in cui la sognatrice teme di essere violentata, sono l’espediente usato dalla psiche per richiamarne l’attenzione sul “farsi violenza” nell’accettare una relazione asfittica e priva di eros, e nel subire rapporti sessuali poco desiderati.

“Questo sogno l’ho fatto mentre ero in treno. Mi sono appisolata ed ho sognato di trovarmi esattamente nello stesso posto, seduta nello stesso scompartimento nel treno. Ero sola e ad un tratto si è avvicinato un militare ..un ragazzo giovane e bello, ricordo i suoi occhi chiari ed il sorriso. Io mi sentivo lusingata dalla sua attenzione. Mi è venuto di fronte, pareva dovesse dirmi qualcosa e si è chinato su di me come per baciarmi. Io sentivo un forte desiderio sessuale. Volevo far l’amore con questo ragazzo. Improvvisamente mi è venuto addosso schiacciandomi, bloccandomi i polsi con forza ed ho capito che voleva violentarmi. Continuava a sorridere, ma io sentivo solo il suo peso addosso ed ho avuto una paura terrificante, da desiderare di scomparire per non dover subire questo stupro. Mi sono svegliata e non so immaginare che faccia potessi avere di fronte ai miei compagni di viaggioSognare di essere violentata mi ha terrorizzata e mi sento ancora così se ci penso…” ( M. Bologna)

Il sogno mette in luce il desiderio di eros e di piacere sessuale che vengono immediatamente “repressi” (cosa che la sognatrice fa anche nella realtà) attraverso l’ associazione al pericolo, alla paura, alla mancanza di movimento, al blocco.

Il peso del militare che preme sulla sognatrice nel sogno, è il peso che lei ricondurrà, attraverso un lavoro di analisi e rientro guidato nel sogno, al “peso” che le viene dal suo rapporto di coppia, ed al riconoscere di sentirsi “bloccata” ed impotente rispetto a questo..

Questo sogno non mostra una violenza sessuale completa, la lascia solo presagire, e tuttavia ha provocato nella sognatrice emozioni di paura molto forti che l’hanno stimolata a farsi domande sul possibile messaggio del sogno e sulla sua tendenza a vivere come “normale” ciò che il suo corpo rifiutava.

E’ diverso il caso in cui la violenza sessuale e lo stupro vengano non subite, ma compiute dall’io onirico del sognatore. Situazione che in un uomo può indicare una libido accesa da immagini sessuali, legate alla realtà o solo immaginate, e da un’aggressività tenuta freno, che trovano infine spazio, sfogo e compensazione nel sogno.

Sogni di questo tipo fatti da una donna sono più rari ed in genere mostrano la sognatrice complice di uno stupro onirico, assistente e carnefice di un aguzzino, mentre “lascia fare”, oppure mentre aiuta il violentatore nel suo compito abietto.

Questi sogni possono aiutare ad aprire gli occhi sulle possibili dipendenze emotive, sulle “alleanze”, le reticenze e le sensazioni non ascoltate che vengono vissute a livello relazionale.

Il significato della violenza sessuale e dello stupro nei sogni per la delicatezza e la scabrosità dei temi trattati, come accade per ogni altro sogno, va collegato di volta in volta al contesto onirico presentato, alle emozioni ed al vissuto del sognatore, ma in questo caso giova mettere in evidenza anche l’aspetto di guarigione a cui la rielaborazione dei temi (sia quando siano riconducili o non riconducibili a reali violenze subite) può condurre.

Ciò che emerge è il potenziale di trasformazione che la verbalizzazione del sogno può portare anche a livello delle aree cerebrali deputate al linguaggio. Si vedano a questo proposito gli studi del Dottr James Pennebaker della Southern Methodist University di Dallas sull’importanza della verbalizzazione del trauma ed i suoi effetti psicologici e fisiologici. (J.W.Pennebaker- S. Susman”Disclosure of trauman and psychosomatics processes” in Social science medicine vol. 26-n.3 1988 e “Confession inibition and a disease” in Advances experimental social psychology vol 22 Accademic Press New York 1989)

E’ accertato che il racconto delle violenze sessuali vissute nei sogni può migliorare l’organizzazione e lo sviluppo coerente degli eventi che ne derivano, o che ne sono origine.

Un modo per portare alla coscienza in “modo accettabile”, anche ciò che è informe, spaventoso e dimenticato nell’inconscio e che nei sogni può finalmente essere “visto”.


La violenza sessuale e lo stupro nei sogni

Situazioni di violenza sessuale, stupro o aggressività sessuale nei sogni, vengono vissute con grande paura ed angoscia e portano ad interrogarsi sulle possibili cause traumatiche, ma anche quando non facciano riferimento ad abusi o violenze realmente subite, restano altamente destabilizzanti per il sognatore.

Lo stupro e la violenza sessuale nei sogni sono temi molto delicati da affrontare, perchè attengono alla sfera più nascosta dei desideri e delle paure dell’uomo civilizzato. Sono il risultato di pulsioni legate al sesso ed all’aggressività, di moti istintuali estremi, condannati e che tuttavia trovano spazio, seppur relegati e controllati, nell’ inconscio individuale. Ma possono anche indicare reali abusi e violenze di ordine sessuale.

Per questa ragione quando nei sogni emergono, (più spesso di quel che non si immagini) è necessario partire dalla consapevolezza del carico enorme di dolore, disagio, paura, senso di colpa che li accompagnano.

Alcuni studi effettuati alla York University di Ontario in Canada ad opera di Marion Cuddy e Kathryn Belicki Ph.D ( “Nighmare frequency and a relaret sleep disturbance as indicators of a history of sexual abuse” in Dreaming vol 2 1992) hanno messo in luce la correlazione fra incubi ripetuti, sonno disturbato, sogni di aggressione e violenza sessuale e abusi sessuali (incesto, aggressioni, stupro).

Anche la Dott.ssa Gayle Delaney conferma che sogni in cui si confondono angoscia e immagini di aggressione sessuale sono molto comuni fra chi ha subito violenze ed abusi durante l’infanzia (e che spesso non ricorda).

Non è necessario che venga visualizzato un episodio “consumato” di stupro o di incesto, come dimostrazione di una violenza o un abuso subiti nel passato, perchè questi sogni drammatici, quando hanno un andamento ripetitivo e angosciante, vanno presi come una sorta di SOS da parte dell’inconscio, e possono diventare il filo conduttore di un lavoro di recupero e guarigione effettuato con l’aiuto di un terapeuta esperto.

I sogni portano a galla il trauma e possono aiutare a superarlo.

Ma è importante ricordare che NON tutti sogni in cui appare la violenza sessuale riguardano abusi subiti, quando sono assenti forte senso di angoscia, di colpa e di vergogna è probabile che il sogno vada in altre direzioni, e per questa ragione ogni situazione onirica va affrontata con molta delicatezza e cura, per evitare di incorrere in generalizzazioni e “abusate scoperte ” di abusi infantili che, urge ricordarlo, spesso si manifestano nei sogni con forme diverse e con immagini apparentemente slegate dal sesso.

Ma sempre alte sono le probabilità che questi sogni facciano riferimento a qualche tipo di ferita relativa alla sfera intima.

Sogni di stupro o violenza sessuale possono collegarsi a situazioni in cui il sognatore ha dovuto “subire” qualche umiliazione o in cui la ferita narcisistica è stato soverchiante e le reazioni istintive immediatamente represse. In cui la situazione è vissuta come una vera e propria “violenza”, una ferita nell’orgoglio, nell’ autostima. Lo stupro oniricoallora rappresenta questa “passività” questa incapacità di difendersi o promuoversi, di porre limiti all’influenza altrui.

E può indicare anche l’amore “subito” all’interno del matrimonio, un rapporto sessuale non gradito, un “fare l’amore” in cui si reprimono le reazioni istintive di rifiuto o di disgusto, in cui ci si “violenta”.

Sognare di essere violentata o subire una violenza nei sogni porta a galla emozioni molto forti che associate al senso di colpa per le sensazioni di piacere sessuale che possono accompagnarsi alla paura, in genere inducono chi sogna a cercare un aiuto, soprattutto quando si presentano come sogni ricorrenti o sogni di sequenza.

Ma pure quando la violenza sessuale nei sogni sia un fatto isolato o apparentemente non collegabile a nessun trauma di ordine sessuale, è importante riflettere sulle sensazioni sentite nel sogno stesso ed al risveglio, che possono dare indicazioni importanti sul proprio lasciarsi “invadere” e non saper porre limiti e confini al potere altrui, per condiscendenza, gentilezza, educazione, vittimismo.


Sogni erotici e fantasie sessuali

Secondo Freud, la forza della nostra natura è dovuta principalmente alla libido, una forza di origine sessuale, che appartiene al nostro inconscio e che pertanto non riesce ad esprimersi nella vita reale, perché censurata dall’Io. Si esprime allora attraverso fantasie, sogni, lapsus ed altri comportamenti involontari.

In molti sogni che apparentemente parlano di tutt’altro, Freud trova significati simbolici sessuali. Diversa l’interpretazione di Jung, che vede nei sogni dei messaggi di difficile interpretazione, perché espressi in un linguaggio antico e dimenticato, che è quello della metafora e del simbolo. Ogni sogno per Jung ha qualcosa da raccontare al soggetto e dunque deve essere analizzato, al fine di trovarci suggerimenti e spunti di riflessione per la vita reale.

I sogni erotici sono abbastanza frequenti nelle persone, anche se non sempre vengono accolti con piacere da chi ‘assiste’ a queste speciali rappresentazioni personali. Molti infatti, che sognano di avere rapporti sessuali con un/una partner diverso/a, poi si sentono in colpa, oppure si vergognano di sé stessi/e, per aver potuto immaginare scene tanto spinte.

 La maggior parte dei sogni si presentano durante la fase di sonno REM (rapid eye movements). Durante questo periodo viene a perdersi il controllo muscolare corporeo dal collo in giù e questo serve sia per rilassare la muscolatura, sia per impedire al sognante di muoversi in modo tale da ‘rappresentare’ ciò che sta sognando nella realtà, con il pericolo di fare del male a sé stesso ed agli altri.

E’ una sorta di ‘paralisi’ insomma, che però lascia completamente attiva la zona genitale, dando vita ad erezioni ed orgasmi. Non a caso si parla di ‘sogni bagnati’.

Molto spesso i sogni erotici avvengono quando la vita sessuale attiva tende a scarseggiare e dunque hanno un po’ un effetto compensatorio. Il sogno erotico può rappresentare un bisogno di avere rapporti fisici, di pura soddisfazione degli istinti, oppure può utilizzare materiali sessuali per evocare il desiderio di avere una relazione importante, coinvolgente, appagante, il che magari non avviene nella vita. Altre volte il sogno può essere apparentemente sessuale, ma esprimere dei contenuti tali di violenza, come nelle scene di stupro, che in questi casi l’interpretazione deve riflettere entrambi gli elementi, per capire quale di essi è prevalente.

La scelta degli ‘attori’ può essere, secondo le varie interpretazioni psicologiche, del tutto casuale, a seguito dei vari mascheramenti e spostamenti che compie la libido sui vari oggetti onirici (Freud), ma può essere anche rivelatrice di un desiderio di relazione inconscio nei riguardi di queste persone (Jung). In quest’ultimo caso ci si deve concentrare sulla vita consapevole del soggetto, per cercare di comprendere che tipo di rapporto possa esserci fra il contenuto del sogno e la propria vita di relazione.

Che dire poi di quei sogni erotici in cui i partner sono sconosciuti e non riconducibili a nessuna persona chiaramente individuabile nella realtà? In questo caso ‘gli attori’  possono rappresentare elementi della personalità del sognante: il lavoro psicoanalitico può aiutare a rivelare la personalità complessiva del soggetto, attraverso l’interpretazione delle associazioni che egli fa fra i contenuti del sogno e la sua vita reale.

Naturalmente non è possibile generalizzare il significato dei contenuti erotici. Ad esempio una persona particolarmente repressa sotto l’aspetto sessuale che sogna dei rapporti erotici orali può semplicemente esprimere un bisogno di libertà dai suoi condizionamenti; sogni omosessuali possono rappresentare un impulso o un desiderio che non è ancora stato portato a coscienza, che si esprime nel sogno per non minare l’equilibrio psichico di chi si ritiene assolutamente eterosessuale, sogni in cui si ha un comportamento passivo possono esprimere il desiderio di ricevere attenzioni senza avere la responsabilità di iniziare e portare a termine l’atto sessuale ecc.

Oltre ai sogni ci sono le fantasie erotiche, quelle fatte in stato di veglia, magari durante l’atto sessuale. Le ricerche hanno dimostrato che le persone che hanno un immaginario erotico molto ricco vivono relazioni felici e di lunga durata. Questo è dovuto al fatto che la mente riesce in questo modo ad esplorare quei territori che non si desidera far conoscere al proprio corpo.

Coltivare le fantasie erotiche può essere d’aiuto, per ritrovare o aumentare l’eccitazione quando c’è un calo del desiderio, dovuto a stress, o alla semplice ripetitività dei rapporti. Condividere le fantasie erotiche con il/la partner invece non è sempre una buona idea: le fantasie infatti sono molto personali e, se vengono svelate, si corre il rischio di provocare irritazione e reazioni negative nel/nella partner, che possono poi ricadere sul rapporto affettivo, se c’è. Per questo, specialmente in questo ultimo caso, occorre essere molto cauti prima di confidare all’altro/a i contenuti delle proprie fantasie.

Le tante ricerche sessuologiche sull’argomento hanno ormai ampiamente svelato i contenuti delle fantasie erotiche, sia per gli uomini che per le donne. Gli uomini sognano nell’ordine: di fare sesso con la propria partner, fare e ricevere sesso orale, fare sesso con più donne, essere dominanti, essere passivi e sottomessi, vecchie esperienze sessuali, guardare altre persone che fanno l’amore, provare nuove posizioni sessuali. Le donne: fare l’amore con il proprio partner, fare e ricevere sesso orale, fare l’amore con un altro partner, fare l’amore in luoghi romantici o esotici, fare qualcosa di proibito, essere sottomesse, ricordare precedenti esperienze, sentirsi irresistibili, provare nuove posizioni sessuali.

Volendo sintetizzare, l’immaginario erotico del maschio è in genere più aggressivo e fortemente narcisistico per quanto riguarda il proprio organo sessuale. La donna più desiderata sessualmente dall’uomo è quella senza tabù, che si eccita alla sola presenza del pene e che gode nel solo accarezzarlo. Il narcisismo delle donne invece è esteso a tutta la loro persona e non solo a quanto attiene al corpo, ma anche alla personalità. L’uomo più fortemente sognato è quello che le desidera intensamente, del quale sono ‘padrone’, grazie all’ irresistibile potere seduttivo che esercitano su di lui.

E’ per questo che poi gli uomini si eccitano guardando irrealistiche immagini pornografiche, piene di falli giganti e di donne estasiate da tali visioni e pronte a qualsiasi cosa per avere il loro ‘oggetto del desiderio’, mentre le donne godono nel guardare o leggere storie d’amore. La cosa che le eccita moltissimo è un lui completamente soggiogato dal fascino di lei, talmente innamorato da essere pronto a qualsiasi rischio pur di soddisfare tutti i desideri della persona amata e desiderata.

Il sogno dichiarato è quello di incontrare un vero Principe Azzurro; se poi non lo è, ma è almeno abbastanza ricco, la storia si fa ancora più eccitante…


Sessualità e linguaggio

Può sembrare una deviazione mentale considerare lo stupro come se riguardasse tutti i rapporti sessuali e non una minima parte di essi, trascurando i rapporti che sono liberi e felici.

Bisogna però notare che esso, pur se mascherato, avveniva nel passato molto più di adesso ; il padre poteva dare sua figlia in moglie anche contro la volontà di lei, così come un marito esercitava i suoi “diritti coniugali” di possesso pretendendo una prestazione sessuale in qualsiasi momento. La deviazione mentale esiste, e la troviamo nel linguaggio verbale; ben lungi da considerare lo stupro un crimine, un’ azione aberrante, e tenere il suo concetto ben separato da quello che è un atto d’ amore, il nostro linguaggio tende a fare di ogni rapporto una violenza.

Comunissime sono quelle espressioni che si riferiscono alla lotta o ad azioni belliche: “conquistare una donna”, “prendere una donna”, “catturare una ragazza”. Non è quindi tanto strano l’ uso che Martinetti fa ( nel suo libro Come si seducono le donne ) di metafore belliche come “assalto frontale”, “violento bombardamento di frasi infuocate”, “le fanterie delle mani”.

Altrettanto di uso comune sono termini violenti ed offensivi quali : “ farsi una donna”, “andare a donne”, “la riduce ad uno straccio”, “cogliere il fiorellino verginale”, “era un frutto maturo e succoso da cogliere” i quali, più che il fare l’ amore, sembrano indicare il “fare l’ odio”.

In un libro di recensioni cinematografiche si possono leggere le seguenti espressioni: “ i reciproci successi si misurano sul numero delle alcove espugnate ” ; “L’ amico, che a sua insaputa si è goduto per primo la ragazza” ; “Va con modi maldestri all’ attacco delle donne” ; “Lascia che la bellona passi nelle mani degli amici come una zuppiera da cui ognuno attinge”, e così via.

Non a caso il vocabolo ufficiale, “scientifico”, preferisce usare per il coito il termine “penetrazione”, semanticamente molto violento, mentre sarebbe più giusto parlare di inserimento.

Recentemente l’ illustre psicanalista Cesare Musatti ha suscitato notevoli reazioni affermando, in TV e poi in un articolo di giornale

( “L’ Espresso” del 12/2/1978, p. 22 ), che una “dolce violenza maschile” è necessaria per l’ unione sessuale; e questa non è una semplice opinione personale. L’ unione di “dolce” e “violenza” è una contraddizione in termini; la violenza è sempre tale, ed è notevole il fatto che solo nel campo sessuale venga non solo ammessa ma giudicata necessaria, istituzionalizzata. Anche la legge giustifica l’ impiego di violenza. Secondo l’ articolo 519 del Codice Penale: “La violenza deve essere tale da vincere l’ effettiva resistenza opposta dal soggetto passivo, ma non è considerato violenza l’ impiego di quella moderata forza fisica che di norma è necessaria per vincere la naturale ritrosia femminile”.

Questo crimine che è lo stupro si estende facilmente a metafora, come quando il giornalista Gianni Brera invita nel suo giornale i giocatori di calcio a “sfondare la porta avversaria come si violerebbe una vergine”; ed anche la dominanza nel rapporto sessuale va a significare una più generale dominanza sociale, capacità, successo.

E’ eloquente l’ uso di espressioni come “potenza sessuale”, che serve ad indicare quante volte si è potuto “prendere” una donna, come se si contassero dei traguardi raggiunti o il denaro guadagnato.

Infatti la pubblicità commerciale rappresenta un uomo di successo circondandolo di donne, ed anche gli oggetti di lusso si trasformano in femmine voluttuose: “Agli uomini-traguardo la BMW offre la sua 6 cilindri. Non accontentatevi di guardarla, godetevela!” ; “La tua bella nella scatola nera” ( un’ autoradio) ; “Chiamami Peroni, sarò la tua birra”. Nei proverbi vi è l’ equivalenza di donna a cose possedute: “Con le donne cortese, con i cavalli duro”; La moglie, lo schioppo e il cane non si prestano a nessuno”; “Donne e motori, gioie e dolori”. “Io ho due ragazze: questa è la mia ragazza di latta” è la dicitura sul paraurti di un’ auto, citata da Piero Angela in un suo libro.

La giustificazione e l’ esaltazione della violenza non ha solo inciso sul rapporto sessuale in senso stretto, ma ha condizionato tutta la vita delle donne e ne ha limitato enormemente la possibilit{ di movimento. Tanto che “essere sola” ha un significato diverso dal corrispondente maschile, come ci dimostra l’ espressione: “Cosa fai tutta sola, signorina?” . Secondo il concetto espresso dalla cosiddetta “aritmetica del sessismo”: “Un uomo solo è un uomo, una donna sola è una che non ha trovato un uomo. Tre donne che passeggiano insieme non sono in tre, ma sono “tutte sole”. ”

L’ abitudine a considerare strano e pericoloso che una donna stia sola , o che esca per le strade da sola, deriva dall’ uso che gli uomini hanno fatto del sesso come arma di intimidazione.

Troviamo l’ equivalenza pene = arma in una canzone di soldati : “Questa è la mia arma, questa la mia rivoltella; l’ una per gli affari, e l’ altra per la mia bella”. Visivamente molto spesso il pene è raffigurato come una pistola; e di recente Alberto Moravia, in un articolo dal titolo “Una pistola di sesso maschile” 32narra la vicenda di un film sostituendo la parola “membro” alla parola “pistola”. Ne sono derivate frasi come queste : “L’ uomo spiana di nuovo il membro, minaccia la coppia”; “con una finta, Carlo estrae a sua volta fulmineamente il membro, spara” ; “Estrae anche lui il membro, crivella di palle il corpo gi{ esanime”.

Lo stupro non è certo un fatto sessuale, ma un fatto politico; il vero scopo da raggiungere è l’ imposizione di potere su tutte le donne attraverso una di esse, servendo come strumento diretto a tenerle al loro posto. In questo modo si ricorda alla donna che non può godere della libertà propria di un essere umano, che è colpevole per aver rifiutato la protezione di un uomo, per aver, per esempio, passeggiato di notte per strada senza un uomo. Viene in mente una norma del Corano, secondo cui le donne non devono recarsi da sole in viaggio alla Mecca, ma essere accompagnate da un individuo maschio; basterà la presenza di un bambino o di un lattante maschi, se non hanno parenti adulti, perché non siano molestate.

Senza lo stupro il nostro sarebbe un mondo in cui le donne potrebbero muoversi molto più libere, dato che la sua esistenza costituisce una minaccia sufficiente a mantenere uno stato costante di intimidazione psicologica. Anche oggi alle donne viene sconsigliato il lavoro notturno, come pericoloso ; e gran parte dei genitori sono molto riluttanti a concedere a una figlia le stesse possibilità che ha il fratello di star fuori di notte, di fare campeggi, di recarsi lontano per assistere ad un film o ad un concerto di musica, ecc. Di conseguenza è difficile trovare ragazze che abbiano la libert{, l’ indipendenza, il senso di sicurezza dei coetanei maschi.

L’ assurdo è che per il reato sessuale non viene colpito l’ autore di esso ma la vittima, perché la prevenzione si deve basare sull’ auto- imprigionamento delle donne per la loro protezione. Clinton Duffy, direttore del carcere di S. Quentin, scrisse : “Molte infrangono ogni giorno le più elementari norme di prudenza …quelle che frequentano i bar da sole, e accettano passaggi in macchina da sconosciuti, o portano maglioni e gonne troppo attillati, e hanno l’ abitudine di provocare gli uomini, danno esca agli stessi col loro solo comportamento. Quando lo stupro succede non devono dar la colpa che a se stesse.”

Commenti fin troppo usuali fra la gente sono: “Certe ragazze se lo cercano” ; “Si sa; l’ uomo è uomo; se stava chiusa in casa non succedeva”. Un eloquente titolo del Messaggero è : “Va con 3 giovani e poi dice: ‘Mi hanno violentata’.” Nei processi per questo reato la difesa punta alla diffamazione delle donne, a dimostrare che sono delle “poco di buono”, perché questo giustifica in parte la violenza.

E’ la dimostrazione dello stretto collegamento tra lo stupro e la prostituzione. “La prostituzione istituzionalizza il concetto che l’ uomo abbia il diritto di aver accesso al corpo delle donne, e che il sesso sia un servizio femminile che non deve essere negato al maschio, tanto che la società mette da parte una classe di donne espressamente per soddisfare l’ impulso sessuale maschile…”

Essa è considerata pienamente legittima e socialmente utile; infatti la sua esistenza convince gli uomini che : “Il fatto di essere un maschio significa avere accesso a misteriosi riti e privilegi, compreso il diritto di comperare un corpo di donna”. Ma : “Quando i giovani imparano che le donne possono essere comperate per denaro, e che l’ atto sessuale implica tariffe fisse, come possono non giungere anche alla conclusione che quanto può essere acquistato può anche essere preso senza il gesto civile di una transazione finanziaria ?”.

Nonostante la proclamata indispensabilità delle prostitute, esse sono state sempre circondate dal disprezzo, e nelle donne è diffusa la paura di venire collegate a questo gruppo ; ciò nonostante la “libert{ di costumi “ attuale.