L’antica rosa esiste solo nel nome: noi possediamo nudi nomi – Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus. (Umberto Eco, frase finale del Nome della rosa che cita Bernardo di Cluny)

Articoli con tag “Violenza sulle donne

Franca Rame:

Documenti sullo stupro di Franca Rame dagli archivi di “Repubblica”

 

Rame, Franca. – Attrice italiana (Parabiago 1929 – Milano 2013). Figlia d’arte, debuttò giovanissima nella compagnia girovaga del padre. Passata alla rivista nel1948, incontrò D. Fo, divenuto poi suo marito, nello spettacolo di cabaret Il dito nell’occhio (1953). Dal 1958 è stata protagonista delle numerose commedie scritte da Fo. Si è imposta con una recitazione estrosa ed aggressiva, passando con disinvoltura dalla satira spregiudicata di La signora è da buttare (1967) ai toni sarcastici del Fabulazzo osceno (1981), alla didattica semiseria di Sesso? Grazie, tanto per gradire (1994); come attrice e autrice (sempre in collaborazione con Fo) ha trattato con coraggio e polemica la condizione femminile (Tutta casa, letto e chiesa, 1978; Coppia aperta, 1984; Parliamo di donne, 1991). Dei successivi lavori si ricordano: Il diavolo con le zinne (1997),spettacolo comico grottesco, in cui ha affiancato G. Albertazzi; Marino libero! Marino è innocente! (1998), rivisitazione polemica del caso Sofri; Lu santo jullare Francesco (1999), monologo sulla figura del santo di Assisi. Nel 2009, insieme a D. Fo, ha scritto l’autobiografia Una vita all’improvvisa. Nel 2006 è stata eletta al Senato con la lista Italia dei Valori, esperienza conclusasi nel 2008 che l’attrice ha descritto nel testo In fuga dal Senato, pubblicato postumo nel 2013.


Contro la violenza sulle donne: “Linda – Uno spot contro il silenzio”

Linda si rifà apertamente ad un ipotetico Carosello di fine Anni 50 con un occhio alla serie Tv culto americana Mad Men, almeno nelle esplicite citazioni visive e iconografiche.
Racconta di una donna che non viene più accettata delle amiche e che non si sente più ricambiata nel suo affetto da figlia e marito; il motivo le sfugge ma una pubblicità vista per caso su un giornale la illumina. Il cofanetto Linda è in realtà un kit composto da ciprie, detergenti e un foulard alla moda, atti a nascondere gli evidenti segni delle violenze domestiche che subisce da parte di un marito apparentemente ineccepibile.
Sperimenta i vari prodotti con soddisfazione crescente e scopre che laccettazione sociale è di nuovo alla sua portata: le amiche tornano a frequentarla (tutte usano Linda, è ovvio) e in famiglia tornano i gesti amorevoli: Linda funziona!
Linda è pubblicizzato su giornali e Tv dunque socialmente diffuso ed accettato: inoltre, il fatto che lo sia negli anni del boom, dimostra che il problema della violenza occulta esiste da sempre, perfino nelle famiglie perfette del nostro immaginario.
La protagonista ritroverà la serenità utilizzando il cofanetto, alla stregua di un deodorante che copre gli odori senza neanche il bisogno di lavarsi: la parola dordine infatti è nascondere, non risolvere il problema e, per quanto paradossale, è quanto accade oggi per milioni di donne.
Lamore non è un trucco, recita lo slogan che esplicita la connotazione ferocemente ironica dello spot, ma la paura di chi subisce violenze e lomertà di chi ne è a conoscenza contribuiscono ad alimentare un fenomeno molto più diffuso di quanto non si possa immaginare e combattere il silenzio risolve già una buona parte del problema.


Immagine e percezione della figura femminile nei media di Cristina Gamberi