L’antica rosa esiste solo nel nome: noi possediamo nudi nomi – Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus. (Umberto Eco, frase finale del Nome della rosa che cita Bernardo di Cluny)

Le declinazioni dell’esibizionismo

L’essere umano ha l’improrogabile urgenza di essere ‘riconosciuto’ dai propri simili. Questa caratteristica è alla radice del suo essere sociale e si ripercuote in ogni comportamento, anche in quelli volti alla costruzione ed alla manipolazione dell’apparenza. Com’è sin troppo ovvio ‘il mostrarsi’ acquista un valore ancora più considerevole quando concerne la sfera affettiva e quella sessuale. Il corteggiamento, ad esempio, è una forma di esibizione che è parte integrante del discorso amoroso. L’esibizionismo, al di là del suo valore sociale protende, dunque, le proprie propaggini anche nell’intimità della vita di coppia. Diciamo pure che l’esibizionismo, inteso come il piacere di mostrare, reciprocamente, al partner il proprio corpo nudo, è una forma di rispecchiamento erotico in cui, durante il ‘tempo dell’attesa’, il desiderio si mostra anche come desiderio di essere desiderati. Il mostrarsi diventa allora un gesto decisivo lungo la via immaginaria che conduce alla comunione dei corpi. Gesto decisivo perché prelude alla ricomposizione, temporanea, della distanza insita nella relazione con l’altro da sé. Tuttavia l’esibizionismo, a volte, può rappresentare il solo modo di vivere la sessualità. In questo caso si rivela essere una delle varianti di ciò che la clinica indica come perversione sessuale. Perversione non solo in quanto infrange una norma morale o sociale, bensì soprattutto perché fa di un ‘preliminare’ l’unica possibilità di accesso al piacere sessuale. In quanto perversione l’esibizionismo non può che negare ‘l’essere’ del partner. Esso si configura come una sorta di violazione della privacy, una sorta di estorsione dello sguardo dell’altro. L’altro è ridotto a puro oggetto scopico. Esiste, inoltre, un’ulteriore variante dell’esibizionismo: quella che alimenta la pornografia. In questo caso dovremmo parlare di un finto esibizionismo. La logica che lo governa, infatti, è una logica che esalta il suo rovescio: il voyeurismo. L’esibizionista virtuale senza la presenza di un vero voyeur si coprirebbe, infatti, di ridicolo. Se il mercato del ‘porno’ è così florido è perché se è vero che ci sono individui che amano esibire il proprio corpo ce ne sono ancora di più, che godono della vista di questo ‘spettacolo’. Ad una condizione: che l’altro, quasi sempre una donna, rimanga un partner artificiale. Un partner privato di un desiderio che possa per davvero indirizzarsi verso chi non può far altro che recitare la parte di uno spettatore senza volto e senza nome.

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